Giù tutti gli ippocastani, la piazza del mercato adesso è nuda

La causa è un male incurabile delle piante. Costo: 27 mila euro ripiantumazione compresa. La minoranza: “Meglio un intervento più graduale”

Avarie

Rami che cadevano quando c’era vento, e passi. Rami che sono cominciati a cadere anche dopo, nel viale Garibaldi di Gavirate, a tal punto da far interrogare sulle cause gli amministratori locali che hanno affidato l’incarico ad un agronomo per vederci chiaro.

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L’amara diagnosi è arrivata: male incurabile, tagliare.
Così la piazza tra ieri e oggi, martedì, è diventata letteralmente nuda, priva di quegli alberi, gli ippocastani, che da decenni campeggiavano in quello slargo.

È la lunga piazza della cittadina che di piazze a dire il vero ne ha due: una nobile, dei bei palazzi d’epoca dove trova casa il Comune e una più popolana, che il venerdì ospita il mercato, a carnevale sfilano i carri e durante le feste ospita tavolate, gustoso contorno allo struscio delle calde sere d’estate.
Ieri hanno cantato le motoseghe.

Oggi le macchine cippatrici hanno rimosso quel che rimaneva delle radici.

È proprio il caso di dirlo: quel che rimaneva, dal momento che le piante sono risultate seriamente malate. A dire il vero benissimo non stanno neppure i 7 platani rimasti (ne sono stati tagliati due, che assieme a tutti gli ippocastani, 27, fa un totale di 29 alberi abbattuti), ma sempre gli esperti hanno ritenuto di poterli salvare con specifiche e mirate potature.

«Spiace molto vedere la piazza così, è vero – ammette il sindaco Silvana Alberio – ma dopo il dispiacere il pensiero che mi è venuto in mente è stato: “Ci è andata bene”. Finora, dalle condizioni di queste piante, c’è andata veramente di lusso: i tronchi all’interno erano completamente cavi e il peso dei rami avrebbe potuto far cadere gli alberi con estrema facilità».

È bene ricordare che proprio il lungo viale – piano inclinato in acciottolato – si trova un grande parcheggio con disco orario e quindi c’è sempre un certo via vai di persone che vanno e vengono dopo aver parcheggiato in centro.

Il sindaco promette però che a breve, se il tempo tiene già la prossima settimana, verrà effettuata la ripiantumazione totale con essenze d’acero già di una certa grandezza, parliamo di fusti di oltre 4 metri «così – spiega Alberio – il prossimo autunno potremo apprezzare il cambio di foglie nella stagione autunnale».

Il costo dell’intervento, tra taglio e nuovi alberi, è di 27 mila euro.

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Anche Gianni Lucchina, capogruppo di minoranza, ha avvertito un colpo al cuore lunedì sera: «Si poteva fare lo stesso lavoro con una certa gradualità – spiega – . Forse era meglio tagliare e ripiantumare, poco per volta, per non far avvertire quel brutto senso di piazza spoglia che oggi si percepisce andando sul viale che alberato non è più.
Forse i miei figli non riusciranno a vivere l’ombra che gli straordinari platani e ippocastani ci hanno regalato in questi decenni, erano i protagonisti gli attori principali della nostra bella Gavirate.
Non metto in dubbio che erano alberi malati, forse si poteva chiedere un secondo consulto di un esperto, ma avrei valutato con più attenzione la scelta di abbatterli tutti contemporaneamente».

Dagli alberi caduti, però, nasce una proposta: «A questo punto per riconsegnare ai nostri figli la stessa Gavirate che abbiamo ereditato noi sarebbe bello che tutti insieme ci sentissimo impegnati a sostenere una più efficace e veloce ripiantumazione per ridare alla nostra piazza l’immagine che la sempre contraddistinta in questi anni.
Lanciamo una straordinaria iniziativa “Adottiamo un albero” che veda tutti i cittadini impegnati e coinvolti.
Chiediamo a tutti i cittadini un piccolo contributo da destinare alla propria piazza, destinando il 5 per mille alla ripiantumazione dei platani e degli ippocastani».

di andrea.camurani@varesenews.it
Pubblicato il 17 aprile 2018
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