Gli studenti dei licei dei Tigli “maestri di diplomazia”

Quattro ragazzi hanno partecipato alla simulazione dei lavori negoziali del Global Compact for Migration. Iniziativa del Miur che proseguirà in Canada per Tommaso Broggian

studenti vincitori "maestri di diplomazia"

Nuovi modelli di cooperazione internazionale sul tema delle migrazioni. Il delicato quanto attualissimo tema è stato dibattuto da un’ottantina di studenti riuniti a Catania per partecipare all’iniziativa del Ministero dell’Istruzione “Mare scuola 4.0#futuracatania# model for migration” che si è tenuta dal 10 al 13 aprile.

Presenti anche alcuni studenti dei licei del Viale dei Tigli di Gallarate che si sono particolarmente distinti ottenendo l’attestato di “maestro di diplomazia”.

Quattro sono stati gli studenti premiati: Tommaso Broggian 4H, Beatrice Bruno 3I, Lorenzo Ciorra 3D e Anxhela Dano 4F che sono stati accompagnati dalla professoressa Patrizia Montesin.

Il progetto nazionale prevedeva la simulazione dei lavori negoziali del Global Compact for Migration. I ragazzi dovevano discutere dell’immigrazione rappresentando uno stato particolare, immedesimandosi nella sua cultura e politica. Il dibattito si è svolto completamente in lingua inglese.  Tommaso Broggian ha rappresentato il Belgio, Beatrice Bruno la Danimarca, Lorenzo Ciorra Singapore, Anxhela Dano l’Argentina.

Nella Capitaneria del Porto di Catania, luogo scelto per la manifestazione, gli studenti di Gallarate si sono confrontati con circa ottanta studentesse e studenti  provenienti da tutta Italia per elaborare nuovi modelli e soluzioni che favoriscano una cooperazione internazionale costruttiva sul tema delle migrazioni.

I Licei di Gallarate sono stati invitati dal Miur, perché già vincitori come migliore commissione all’edizione YounG7 di Cividale del Friuli dello scorso novembre 2017.

Tommaso Broggian, grazie alle sue eccezionali competenze linguistiche e diplomatiche, ha vinto il premio come best delegate e volerà in Canada per una simulazione questa volta internazionale.

Il successo è dovuto alla preparazione e alla bravura degli studenti che hanno dovuto prepararsi studiando a fondo gli Stati che rappresentavano, hanno espresso le loro opinioni sul tema dell’immigrazione, hanno dibattuto per tre intere giornate esclusivamente in lingua inglese, cercando alleanze e soluzioni che trovassero un accordo tra i 76 stati membri.

«E’ stato necessario impiegare spirito d’iniziativa, capacità di ascolto, spirito diplomatico, senza timore di presentare e argomentare le proprie opinioni» ha commentato  Tommaso. «E’ stata un’esperienza singolare, che ci ha permesso di discutere con ragazzi provenienti da tutta Italia, di temi che non si trovano sui libri di scuola, ma si approfondiscono grazie ad un lavoro di ricerca e di indagine» ha aggiunto Anxhela.

«Non mi sarei mai aspettata di vivere un’esperienza così arricchente che mi ha richiesto di trovare il coraggio di parlare in lingua inglese a tante persone. Ho capito che quando si hanno idee da proporre, si porta un contributo seppur piccolo alla discussione» ha commentato Beatrice mentre Lorenzo ha detto: «Esperienza magnifica, che nemmeno quando te la raccontano puoi pensare e immaginare quanto possa essere formativa: conoscere il mondo diplomatico e delle Nazioni Unite,  incontrare nuovi amici».

«Non è stata un’esperienza facile, l’ambiente ricreato per i dibattiti era rigido: bisognava chiedere l’autorizzazione per avere la parola, usando le esatte formule ed avere il consenso per i colloqui, stendere una risoluzione finale, frutto di collaborazione e cooperazione, tutto in lingua inglese – ha spiegato la professoressa Montesin – La conquista del podio è motivo di grande orgoglio per la nostra scuola, per tutti gli insegnanti, per la dirigente, dott. Nicoletta Danese, che ha voluto seguire i lavori, sebbene da lontano. Il successo, a livello nazionale, ci dà una grande soddisfazione, non solo per il talento dei nostri studenti, ma anche per la loro capacità di creare autentici e forti legami con i ragazzi incontrati, diventati molto più che compagni di viaggio. Viene in mente un bel pensiero di Terry Tempest Williams: “Che cosa è la cosa più importante che uno impara a scuola? L’autostima, l’appoggio e l’amicizia».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 aprile 2018
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