“In Italia il treno continua ad essere visto come un intralcio”

Omar Cugini, presidente di CeSMoT - Centro studi sulla mobilità e i trasporti. risponde a chi si lamenta per i tempi di attesa ai passaggio a livello di Porto Ceresio e Bisuschio

Porto Ceresio - Primi treni di prova

La lettera di lamentele per i tempi di attesa ai passaggi a livello sulla linea Porto Ceresio Varese che abbiamo pubblicato alcuni giorni fa, ha suscitato diversi commenti, quasi tutti concordi con le riflessioni di Saverio. Ma c’è anche chi dice no, come Omar Cugini, presidente di CeSMoT – Centro studi sulla mobilità e i trasporti.

Ecco la sua risposta alla lettera di Saverio

Gentile redazione,
nel leggere il vostro articolo e la lettera di questo “baldo” cittadino restiamo molto perplessi. Non si comprende in base a che cosa l’automobilista reputi eccessiva l’attesa al passaggio a livello,i cui tempi di chiusura dipendono da fattori tecnici tali, in ogni caso, da garantire sia la sicurezza della circolazione ferroviaria che quella degli automobilisti.  Tra l’altro in molte città, ove possibile, RFI e le amministrazioni comunali lavorano in sinergia per sostituire i passaggi a livello con sottopassi o sovrappassi che oltre a garantire maggiore sicurezza permettono di fluidificare il traffico. Semmai, quindi, ci si può domandare perché sulla linea in questione non si sono realizzati. Ma in ogni caso meglio 5 minuti di attesa che finire investito da un treno in corsa. Ma purtroppo in Italia il treno continua ad essere visto come un intralcio.

Omar Cugini
Presidente CeSMoT – Centro studi sulla mobilità e i trasporti
www.cesmot.it

di mariangela.gerletti@varesenews.it
Pubblicato il 12 aprile 2018
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Commenti

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  1. Scritto da Bustocco-71

    Diciamo anche che se i tempi di attesa (prima e dopo il treno) fossero più contenuti (ed è possibile, si veda come è gestita la cosa all’estero, anche su Youtube) i problemi svanirebbero.

  2. Scritto da Saverio Speziali

    Buona sera sono il “baldo” cittadino che si lamenta per il passaggio a livello, premetto che sono un professionista informatico di 54 anni (solo per puntualizzare che sono tutt’altro che tecnologicamente sprovveduto) e ritengo che “vergognarsi un po’” per essere stato in attesa 10 minuti ad un passaggio a livello di una linea che ha pochi mesi di vita non mi sembra affatto un atto di spavalderia. Non conosco il Dott. Cugini che sembra molto competente ed autorevole, prendo atto che a quanto pare il sistema migliore per non essere investiti da un treno nel 2018 sia quello di aspettarlo fermi in auto per 10 minuti.
    Mi stupisco inoltre che il presidente del centro studi per la mobilità non si stupisca nel progetto di riattivazione della linea in oggetto si sia deciso ed accettato di riattivare i passaggi a livello “a vapore”.
    Penso che i mezzi pubblici moderni ed efficaci siano una cosa fantastica ma esigo che i 100 e più automobilisti che danno per 10 minuti la precedenza ad un treno con praticamente ZERO passeggeri debbano essere RISPETTATI perché non è colpa nostra se a Viggiù non arriva la metropolitana e ci dobbiamo andare in automobile, concorda?.

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