“Lavorare stanca”, al Circolo Gagarin una settimana di eventi per il 1 maggio

Dal documentario di Rosy Battaglia sull'amianto a Casale Monferrato ai cambiamenti tecnologici sono tanti gli appuntamenti organizzati per la festa dei lavoratori

automazione

Da domenica 22 a sabato 28 aprile, Circolo Gagarin omaggia l’istituzione su cui si fonda la nostra Repubblica con la seconda edizione di Lavorare Stanca, un festival interamente dedicato al lavoro. Tutti gli eventi saranno nella sede del Circolo in via Galvani 2; l’ingresso è libero ma è necessario avere la tessera Arci.

PROGRAMMA

Domenica 22 aprile 2018
Proiezione de La rivincita di Casale Monferrato
Trailer: https://www.youtube.com/watch?v=V5yeeS3M6Gk

L’evento che inaugura il festival è la proiezione di La rivincita di Casale Monferrato documentario-inchiesta che racconta le vicende della città simbolo nel mondo della battaglia contro l’amianto. La giornalista Rosy Battaglia, coadiuvata al montaggio dal film-maker Marco Balestra, ha realizzato un’inchiesta frutto di anni trascorsi a fianco dei cittadini e delle istituzioni che in ogni maniera hanno tenuta alta l’attenzione sul tema, perché non uscisse mai dall’agenda dei media, della politica, della magistratura. Il documentario è stato prodotto da Cittadini reattivi grazie a una campagna di crowdfunding promossa su Produzioni Dal Basso cui hanno partecipato con donazioni singoli cittadini, associazioni, enti pubblici. Apertura ore 20.30. Proiezione ore 21. Al termine della proiezione, incontro con la regista Rosy Battaglia.

Venerdì 27 aprile 2018
Il futuro del lavoro fra automazione, IA, robot

Una chiacchierata con Riccardo Campa, sociologo, filosofo e membro fondatore dell’AIT (Associazione Italiana Transumanisti), condotta da Alessandro Leonardi di NeverWas Radio, dove si discuterà dei cambiamenti tecnologici che coinvolgeranno milioni di persone, fra diverse prospettive, paure e possibili soluzioni.

Sabato 28 aprile 2018
Hinterland – Un concerto sulle nostre periferie

Gli Hinterland sono Giorgio Fontana (scrittore, ha vinto il Premio Campiello nel 2014 con Morte di un uomo felice) e Matteo Pirola (musicista, già membro dei Morfeo Crolla e dei Naif). Entrambi cresciuti a Caronno Pertusella, un comune a nord di Milano, sono amici da più di venticinque anni. Il progetto artistico degli Hinterland si compone di reading musicati e brani strumentali; i testi sono scritti da Giorgio e la musica da Matteo, ma non c’è parola o nota che non sia concordata da entrambi. Dal punto di vista strumentale, gli Hinterland mescolano le risorse della musica elettronica con le sovra-incisioni di chitarra (suonata da entrambi i membri). Al momento gli Hinterland stanno lavorando a un’esplorazione poetica di alcuni luoghi dell’hinterland nord-milanese (appunto): luoghi fisici – i campi, la fabbrica, l’osteria, la provinciale – e interiori: su tutti lo straniamento, la solitudine, la rabbia.

EVENTI COLLATERALI

Durante le serate sarà possibile visitare due mostre fotografiche dedicate ai luoghi del lavoro in collaborazione con Circolo87:

“Luraghi – Un’officina sospesa nel tempo”
Foto di S. Borroni, B. Buffetta, M. Carnaghi, C. Dehò, P. Ingrasciotta, B. Lazzati, C. Maggio, L. Riviello, M. Turconi, P. Turconi.
Entrando nell’officina del signor Luraghi si è immediatamente sopraffatti dall’odore acre di olio e si ha la sensazione che qualcuno abbia appena finito di lavorare e sia solo in pausa dalle sue fatiche. Un secondo sguardo più attento svela il tempo che passa, i segni sui macchinari ed attrezzi immobili. In questo ordinato caos, dove ogni oggetto ha il suo posto impolverato, le ragnatele drappeggiano le pareti, a conferma del riposo che l’uomo si è concesso.

“Luoghi a perdere” – Foto di Isa Carriero
La “City” avanza, si innalza, divora. Esistono dei luoghi, i luoghi a perdere, che rappresentano invece la città, quella artigiana, fatta ancora oggi di piccoli ma significativi fabbricati ottocenteschi a piano unico dove il lavoro manuale è la vita discreta e nascosta. Luoghi ricchi, dove la stratificazione regna sovrana. Luoghi in cui anche la polvere disegna lo spazio.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 aprile 2018
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