“A marzo i soldi del sociale sono già finiti”

Margherita Silvestrini denuncia la riduzione dei fondi: "Su alcuni capitoli di spesa la disponibilità è già a zero". La spesa ridotta già nel 2017

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Siamo ad aprile, ma la disponibilità di fondi per la spesa sociale è già a zero. Lo denuncia Margherita Silvestrini, consigliera Pd, che – mediante accesso agli atti – ha chiesto all’amministrazione i dati aggiornati sui capitoli di spesa dell’area del sociale.

«Ci è stato riferito che già a inizio anno i servizi rispondevano spesso: “Non ci sono fondi”» premette Silvestrini, che è stata anche assessore ai servizi sociali, nel ruolo che oggi è del leghista Paolo Bonicalzi. «Ho fatto a marzo la richiesta di dati, sulle somme stanziate a bilancio, sull’importo già impegnato e la disponibilità».

Una quarantina di voci, che restituiscono l’articolata risposta del Comune su varie voci, in parte obbligo istituzionale per l’ente. Dai disabili all’assistenza agli anziani, dai ricoveri di adulti all’impegno per i minori.
È confrontando la cifra totale a bilancio 2018 e la disponibilità di fondi comunicata dagli uffici che Silvestrini solleva il caso: «Ci sono capitoli dove la disponibilità a zero già a marzo:. Ad esempio la spesa per l’accoglienza degli anziani nelle Rsa prevede 750mila euro, con una riduzione di 150mila: tutto già impegnato a marzo. Copre certamente i casi già esistenti, ma se arrivano altre richieste cosa si fa? Si fanno liste di attesa, costringendo ad aspettare».
Altro caso sollevato, i 560mila su 560mila per disabili, «anche qui con disponibilità a zero a marzo». «Si aspettano le dimissioni di qualche persona con disabilità? Come si può immaginare, quando si parla di disabilità gravi?

Non potrebbe l’amministrazione intervenire anche durante l’anno con le variazioni i bilancio? «Se a marzo, mentre il bilancio di previsione viene approvato in consiglio comunale, alcuni capitoli sono già esauriti, significa che l’amministrazione vuole solo garantire l’esistente, senza prevedere altre necessità che possono emergere». In una città, sottolinea Silvestrini, in cui l’indice d’anzianità ad esempio è particolarmente elevato, esponendo quindi a richieste crescenti. La consigliera Pd anticipa anche una possibile replica: «L’amministrazione potrebbe dire che quello nelle tabelle è solo un impegno tecnico e che nella realtà ci sono fondi disponibili. Ma allora perché ci sono altre voci in cui viene invece indicata una disponibilità?».

Dall’analisi dei bilanci, Silvestrini vede una scelta politica già emersa nel 2017, l’anno che ha visto – notiamo – l’avvicendarsi tra l’assessore dimissionario Franco Liccati («chiesti tagli da centinaia di migliaia di euro») e il suo successore Paolo Bonicalzi. «Nel consuntivo 2017 la spesa era già inferiore al preventivo 2017». Una riduzione, che «non riflette risparmi ma è specchio di una scelta politica precisa, il taglio al sociale».

Il consuntivo 2017 è passato in commissione pochi giorni fa e andrà in aula tra pochi giorni. «Il taglio importane ai servizi sociali non è stato neppure proposto come passaggio in variazione a novembre». Come dire: si è dato il quadro solo a fine anno, quando i giochi erano fatti. «Con la scusa di registrarlo come mancata spesa, in realtà hanno fatto tagli importanti di bilancio, che trovano poi corrispondenza con quelli nel previsionale».

Il Pd contesta la scelta politica, che viene considerata strutturale dell’amministrazione, una riduzione ormai al secondo anno. «Quando la coperta è corta, certo si deve e si può fare scelte. Nel sociale ad esempio possono servire risposte diverse: si può puntare più sulla domiciliarità, meno sui ricoveri in Rsa, ad esempio, sono scelte da discutere. Si può tagliare sul sociale o invece sulle strade o sulla sicurezza. Questa amministrazione ha scelto di spendere 40mila euro in più per gli ausiliari della sosta – esemplifica Silvestrini – mentre riduce le risorse al sociale».

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 13 aprile 2018
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