Nasce il comitato per difendere la “RSA aperta”

I famigliari dei pazienti chiedono il coinvolgimento ai tavoli dove si discutono le misure di sostegno alla fragilità

badanti colf assistenza anziani

RSA aperta: la proroga non basta. La decisione di spostare a fine giugno l’entrata in vigore della delibera regionale 7769 non soddisfa parenti e pazienti che, per 5 anni, hanno usufruito di un’assistenza socio sanitaria alternativa.

La revisione dello strumento che vuole caratterizzare di più la parte sanitaria lasciando in capo ai comuni tutta quella socio assistenziale rischia di compromettere i benefici della vecchia formula. Le rassicurazioni e le spiegazioni circa le novità che entreranno in vigore dal primo luglio, dunque, non sono bastate tanto che i parenti hanno deciso di costituire un comitato che miri a ottenere correttivi netti dell’attuale testo:

« Come avrete avuto modo di verificare – sostengono i promotori del comitato –  l’applicazione dei servizi di RSA APERTA prevista dalla DGR 7769 di Regione Lombardia non ha trovato applicazione dal 1 aprile ed i servizi attualmente erogati sono stati mantenuti fino al prossimo 30 giugno 2018. Siamo davvero contenti che la protesta, sempre civile e costruttiva, portata avanti personalmente e a nome di tutta l’utenza, abbia avuto esito positivo.
Permane, tuttavia, il rischio che tra tre mesi una parte della stessa utenza si possa trovare comunque in condizioni di interruzione dei servizi. Per non vanificare l’enorme sforzo finora profuso e per vigilare sul percorso di erogazione dei servizi nei prossimi tre mesi ma soprattutto per non trovarci all’ultimo momento a dover nuovamente lottare contro il tempo per evitare l’interruzione di servizi essenziali per l’utenza assistita ma anche per le famiglie, abbiamo deciso di costituire il COMITATO FAMIGLIE UTENTI RSA APERTA della Provincia di Varese.

Nei vari colloqui avuti nei giorni scorsi a partire dai gestori, passando dall’ATS INSUBRIA fino ad arrivare a Regione Lombardia, abbiamo constatato che:

non è sufficiente che chi ci rappresenta sia SOLO l’ente gestore perché potrebbe trovarsi nella condizione di dover rispondere ad altre logiche e priorità che non necessariamente collimano con quelle dell’utenza

– è necessario che l’utenza abbia un proprio rappresentante ai vari tavoli in cui si discute l’attuazione della delibera altrimenti vi è il concreto rischio che le misure siano “calate dall’alto” senza cogliere fino in fondo le diverse ed effettive esigenze dell’utenza stessa.

A tal fine noi sottoscritti sig.ri Fiore Emanuele Juri e Nicola Fabbri, sicuri di esserci posti nei confronti dei nostri interlocutori sempre in maniera civile e costruttiva con il solo ed unico obiettivo di non penalizzare i nostri famigliari, chiediamo di poter trasformare quella che nei giorni scorsi è stata una forma di protesta in una collaborazione e pertanto invitiamo:

– le RSA della Provincia di Varese di informare l’utenza gestita di questa iniziativa al fine di mettersi in contatto con noi per segnalare esigenze e/o eventuali interruzioni di servizi

– il Direttore Socio-sanitario Dr. Lucas Maria Gutierrez di convocarci ai tavoli tecnici organizzati da ATS INSUBRIA

– il Direttore Generale Welfare Dr. Giovanni Daverio di convocarci al tavolo di Regione Lombardia insieme agli altri soggetti coinvolti nel processo di presa in carico del malato

Per comunicare con il Comitato sono a disposizione i seguenti canali:

– Facebook, seguendo la pagina @ComitatoFamiglieUtentiRsaAperta

– E-mail, scrivendo all’indirizzo famigliersaaperta@gmail.com

Telefono, chiamando il numero 3403585962

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 aprile 2018
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