Una nuova sede per l’associazione EOS

Si sposterà in via Robbioni 14 a Varese la sede dell'associazione che da vent'anni si occupa di donne maltrattate

Fiorella Mannoia a Eos

Il prossimo 14 Aprile, alle ore 11,00, EOS inaugura la nuova sede dell’associazione in via Robbioni,14 a Varese.

EOS, Centro di ascolto e accompagnamento per donne maltrattate, nasce nel 1998 a Varese dalla volontà di un gruppo di donne impegnate culturalmente e politicamente per contrastare la violenza di genere.

Centrale nel loro agire :
– Combattere stereotipi e discriminazioni
– Accompagnare le donne nel percorso di presa di coscienza
– Costruire progetti di sostegno condivisi
– Dare forza alla libertà delle donne

Eos è un luogo d’incontro dove, nel rispetto delle segretezza e della riservatezza del loro vissuto, le donne sono accolte e sostenute nel trovare la propria via d’uscita dalla violenza. Per dare risposte positive ed efficaci alle reali problematiche vissute dalle donne, si è subito resa necessaria la costruzione di Reti nel territorio con il supporto degli Assessori e delle assistenti sociali dei diversi Comuni, dei Consultori, delle Forze dell’Ordine, del Pronto Soccorso . Importante la collaborazione con la rete regionale e nazionale dei centri anti violenza D.i.RE e la partecipazione al Protocollo della Rete inter istituzionale di Varese.

Nel corso dei vent’anni, le operatrici, le volontarie, le legali, le psicologhe, le mediatrici culturali hanno ascoltato, seguito e sostenuto circa 3000 donne, di diversa estrazione sociale, etnia, età, religione.

I dati statistici raccolti in questi anni ci dicono che la violenza è, nella maggior parte dei casi perpetrata da mariti ,conviventi,fidanzati o ex. Il violento non è anonimo : ha un nome e un cognome.

Il lavoro svolto dai centri anti violenza ha reso visibile la dimensione del problema, la sua trasversalità e “normalità”; ha posto la questione delle   responsabilità sociali e della tutela dei diritti delle donne,del corpo delle donne.

Nel corso degli anni le denunce sono aumentate. Potrebbero essere di più :
• se le donne potessero contare su percorsi protetti
• se i tempi della giustizia fossero più veloci
• se gli ordini di protezione e di allontanamento fossero applicati
• se la donna potesse contare su un’indipendenza economica

Fin dalla sua fondazione, l’associazione ha attuato interventi di formazioni tra le giovani generazioni,le operatrici e gli operatori del servizio socio sanitario,tra gli allenatori sportivi e le Forze dell’Ordine, finalizzati a modificare la percezione culturale nei confronti del genere femminile.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 aprile 2018
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