Parla degli scavi del Sempione la nuova produzione di Karakorum Teatro

Stefano Beghi e Marco Prestigiacomo presentano la loro nuova produzione teatrale. In scena venerdì 13, sabato 14 e domenica 15 aprile

Tempo libero generica

Per Karakorum Teatro è arrivata l’ora di giocare in casa. Giunti alle fasi finali della prima edizione di Speakeasy Varese allo Spazio YAK, Stefano Beghi (anche direttore artistico del teatro Off della città) e Marco Prestigiacomo, l’accoppiata ormai più che rodata di Karakorum Teatro, si rimettono in gioco con un nuovo progetto artistico dal titolo “Simplon”.

Dopo “Rimanendo sul confine” la compagnia varesina mette in scena un’altra avventura ambientata a due passi da casa, e continua il percorso di indagine sulle frontiere a partire dagli occhi di coloro che le vivono nel quotidiano. Questa volta la vicenda fa un salto indietro nel tempo: siamo nel 1905, nel cantiere di scavo del Traforo del Sempione.

Leone, il protagonista della storia, è rimasto solo… davanti a lui una folla infuriata di operai. Quelli che fino al giorno prima erano i suoi compagni di lavoro, ora hanno un fucile puntato contro di lui. Nei loro occhi una sentenza lucida che non vuole fare sconti: Leone è accusato di omicidio, e sono tutti d’accordo sul fatto che un assassino deve pagare. Ma cosa è successo di preciso? Come è finito Leone in questa situazione? Era il 1898, quando Leone, ha scelto di partire. La meta, come per molti altri uomini del suo tempo, era il più grande cantiere che la storia italiana avesse mai visto prima: gli scavi del traforo del Sempione. “Il governo e i ricchi milanesi avevano deciso di aprire un nuovo buco nella montagna, qualche chilometro al di sotto della miniera. Per andare in Svizzera, dicevano loro… ma una buffonata del genere non si era mai sentita. Ci sono mille ragioni per ammazzare un uomo ma solo una per uccidere la montagna: è per avere la sua anima. Per avere il suo oro.”
Il giovane fa una scommessa che, come tutte quelle che si rispettano, è decisamente più grande di lui: sa che poco al di sopra degli scavi giace una miniera d’oro, forse la più produttiva di sempre in Europa, la miniera d’oro di Gondo.

È convinto di poter fare l’affare del secolo, ingannare il suo destino, il suo Stato, la Storia o semplicemente quella condizione di natura che ogni reazionario chiama vita. Non ha un’idea chiara di quello che sta per fare, ma la volontà di arricchirsi lo spinge a salire sul treno verso la frontiera. Ma la vicenda di Leone prenderà presto una brutta piega, in mezzo ad un vortice di ambiziosi politici, ingegneri tecnocrati, anarchici, operai senza alternativa e le loro mogli. Peserà sulle spalle del nostro giovane Leone la responsabilità di raccontare i fatti, fare l’ultimo passo, prendere l’ultima decisione, scoccare l’ultima freccia… gloria o sventura?

Per parlare di frontiera Karakorum Teatro porta il genere western a teatro. Simplon è un western tutto italiano in cui le praterie americane dell’Ovest vengono sostituite dalle montagne del nord, i fuori legge diventano anarchici e il latifondista texano viene sostituito da un ingegnere svizzero, moderno e industrializzato. Tutto il resto però, rimane quello che conosciamo: avidi cercatori d’oro, macchine a vapore, dinamite, intrighi, vendette e la frontiera.

Come nei classici del genere, in questa storia l’uomo sfida la natura selvaggia in una gara di potere. La frontiera tra il nuovo e il vecchio mondo, tra il mondo civilizzato e quello delle passioni più animalesche, è un luogo in cui nessuno è al sicuro.
È la montagna in questa storia a creare una barriera che sembra insormontabile. La frontiera naturale, simbolo di tutti i limiti imposti, diventa in questa storia il nemico numero uno dell’ambizione umana. Una nazione delusa da quel sogno svanito chiamato Italia, si lancia alla ricerca di qualcosa di meglio: semplicemente un lavoro per qualcuno, il sogno di raggiungere l’Eldorado Europa, apparente panacea di tutti i mali, per qualcun altro. Oppure la fama, la gloria, l’idea di aver ucciso per sempre la sudditanza nei confronti di quella natura che, a cavallo tra ‘800 e ‘900 fa ancora molta paura.

Stefano Beghi, attore e autore del testo, questa volta si fa affiancare in regia da Marco Di Stefano, e Marco Prestigiacomo sonorizzerà dal vivo lo spettacolo con le musiche originali composte dallo stesso musicista.

Lo spettacolo andrà in scena per tre giorni consecutivi il 13,14,15 Aprile presso lo spazio Yak in piazza de Salvo 6 alle ore 21.00 e si potranno acquistare anche le locandine originali dello spettacolo stampate dal laboratorio Etype gustando l’aperitivo a cura del progetto Edubar della Cooperativa Sociale L’Aquilone che partirà come sempre alle 19.30.

Speakeasy Varese, è un progetto ormai più che consolidato che vanta anche in questa quarta edizione la collaborazione di Eolo, ma rappresenta solo una parte delle iniziative che avranno luogo allo Spazio Yak. Vi invitiamo a seguire il sito www.spazioyak.it e le nostre pagine social per rimanere aggiornati sugli appuntamenti di Karakorum Teatro.

Per prenotazioni e informazioni: https://www.karakorumteatro.it/simplon
Biglietti 12/8 euro (ridotto per giovani, over 65, studenti, attori professionisti)
Aperitivo 5 euro (con uno sconto se non inquini e porti il bicchiere da casa)

Evento FB: clicca qui!

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https://www.karakorumteatro.it

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 aprile 2018
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