“Siamo stati raggirati e ora chi cura i nostri denti?”

Sono forse più di 30 le persone rimaste vittime della segretaria dell'odontoiatria di Velate accusata di essersi intascata i soldi delle prestazioni

ospedale di velate

C’è chi ha speso 1200, chi 2000 o anche più. Sono in attesa di un intervento: magari per iniziare o per concludere la prestazione. Stiamo parlando dei pazienti della clinica odontoiatrica dell’ospedale di Varese, la stessa dove è attualmente indagata una donna con l’accusa di peculato per essersi intascati i soldi pagati dalle ignare vittime

« Da alcuni anni sono in cura alla clinica di Velate – racconta Cristina – sono disoccupata e per questo ho l’esenzione per estrazioni e pulizia dei denti. Avevo chiesto una consulenza per poter sistemare la bocca e mettere sei impianti. Durante la visita, il medico mi aveva chiaramente spiegato che avrei dovuto versare in anticipo le spese, circa 4 mila euro, una cifra che non avevo. Qualche giorno dopo, però, ho ricevuto una telefonata dalla segretaria del reparto che mi proponeva una dilazione nei pagamenti. Mi ha spiegato le possibilità e io ho avuto fiducia. Così, il giorno seguente, sono andata a Velate, ho chiesto esplicitamente di lei e le ho dato direttamente quello che mi aveva spiegato essere un acconto. Avevo un piccolo gruzzoletto, ereditato da mia madre ed ero contenta di poter rifare i denti. Mi è stata pure data la ricevuta, almeno io pensavo che lo fosse, invece poi ho scoperto che erano documenti della vecchia azienda ospedaliera, carta senza più alcun valore».  Era la fine di dicembre quando Cristina pensava di poter completare quella dentatura sconnessa.

Anche Angelo si è affidato alla clinica di Velate. Ha versato 2000 euro per completare l’impianto: con la gengiva ormai pronta a ricevere i perni, ora si ritrova a sperare che i bottoncini messi non scompaiano sotto la gengiva con conseguenze anche più complicate: « Il lavoro era iniziato a novembre e poi rinviato a dicembre e ancora a gennaio – commenta la moglie di Angelo Gabriella – continue scuse e rinvii che non riuscivamo a spiegarci, anche perché noi pensavamo di aver pagato regolarmente e che si trattasse solo di problemi organizzativi». Anche lui ha in mano ricevute apparentemente corrette se non fosse che nel 2016 l’ospedale ha cambiato nome passando dalla vecchia A.O Fondazione Macchi all’attuale Asst Sette Laghi.

Quando il 9 febbraio la segretaria viene arrestata la verità viene a galla e iniziano problemi grossi per questi pazienti: « Io non so a chi rivolgermi – commenta Cristina – mi consigliano di chiedere a un avvocato, di contattare gli altri pazienti nelle mie condizioni. Ma io non conosco nessuno. Per caso sono venuta a sapere del signor Angelo e di un’altra donna. Come faccio a capire quanti e chi siano davvero? L’ospedale in questo momento non può curarci: non potrebbe spiegare questi interventi senza il pagamento del corrispettivo. Io, però, non ho soldi per pagare».

La clinica odontoiatrica sta scoprendo di giorno in giorno quanti e quali casi siano ricaduti nel sistema della segretaria. Spesso sono gli stessi carabinieri a spiegare alle persone il problema dei pagamenti e la potenziale truffa di cui sono stati vittime: « Ne vediamo quotidianamente di questi casi – spiega il professor Aldo Macchi, responsabile della clinica di odontostomatologia – abbiamo notizia di una trentina di casi possibili. Noi, però, non lasciamo aperte le situazioni e cerchiamo di intervenire per completare il percorso. Certo, dobbiamo verificare ogni caso singolo per capire se rientra o meno in questa situazione legata all’inchiesta della magistratura».

Abbiamo contattato l’Asst Sette Laghi per capire se esiste una via d’uscita per questi pazienti che si erano rivolti al servizio pubblico proprio per problemi economici e oggi si ritrovano ad aver perso i propri soldi. L’azienda ha già provveduto a licenziare la dipendente ma sulla gestione di questi “clienti” non registrati rilascia ancora dichiarazioni.  

di alessandra.toni@varesenews.it
Pubblicato il 10 aprile 2018
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Commenti

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  1. Scritto da Giorgio Martini Ossola

    Personalmente credo proprio che sia etico e onesto che la clinica odontoiatrica ritenga validi gli acconti versati e che esegua i lavori per cui la loro segretaria ha preso gli impegni.La segretaria operava per loro ed era una loro dipendente,di conseguenza la clinica deve rispondere dell’operato dei propri stipendiati,lavarsene le mani trovo che sia ingiusto nei confronti di chi si è fidato della clinica e non della segretaria.

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