Spada al traguardo del trail della Bassa via del Garda

Domenica 8 aprile Luca Spada ha corso la BvG Trail 75k 4400D+ - Bassa via del Garda arrivando fino in fondo, ma con qualche imprevisto che poteva costare grosso al Ceo e presidente di EOLO.

Generico 2018

La lasciamo raccontare a lui stesso perché cronaca migliore non si potrebbe fare.

Domenica 8 aprile Luca Spada ha corso la BvG Trail 75k 4400D+ – Bassa via del Garda arrivando fino in fondo, ma con qualche imprevisto che poteva costare grosso al Ceo e presidente di EOLO.

Partenza alle 7:00 da Salò con arrivo a Limone del Garda attraversando un po’ di monti che si affacciano sulla sponda occidentale del Lago di Garda.

Partito molto scoraggiato a causa di vari dolori muscolari alla coscia sinistra e zona lombare lasciatemi in eredità dall’Ultrabericus. Passo i primi 20km con dolore molto forte al bicipite femorale… la speranza era la solita: corrici sopra e vedrai che passa (non cito l’insegnate di questa perversa tecnica…). Quando ero sul punto di gettare la spugna e ritirarmi intravedo davanti a me l’inconfondibile divisa arancione Tecnica di Paolo Pajaro, nonché marito della Regina Lisa Borzani, penso fra me: se sto andando allo stesso passo di Paolo non sto facendo poi così pena.

Decido di raggiungerlo e iniziamo una piacevole conversazione, mentre parlo con Paolo i dolori se ne vanno e sto bene. Nel mentre il mitico Alberto Vaschetto mi informa tramite messaggi vocali Whatsapp della mia posizione in classifica ed ho la malaugurata idea di chiedergli la posizione di Lisa. Alberto risponde che era “solo” 6 minuti davanti a noi. Paolo sente il messaggio e vedo accendersi una strana luce nei suoi occhi: “dai Luca andiamo a prendere Lisa che ho una eterna sfida con lei”. Io: Paolo sono già al 101%, vai… eravamo sulla prima salita che porta a Briano, Paolo inserisce il turbo e nel giro di 2 tornanti sparisce all’orizzonte. Io continuo al mia passo tapascioso e mi godo i bei scorci sul Lago che ogni tanto appaiono fra la vegetazione e un po’ di foschia.

La mia gara subisce un altro scossone (e che scossone!) durante la discesa da Briano, a 34km circa, sul Sentiero del Luf: discesa molto ripida e tecnica attrezzata con cavi metallici e alcune corde installate dai volontari.

Arrivo ad una discesa quasi verticale su roccia, presidiata da 3 ragazzi dell’organizzazione. Mi giro con le spalle verso il precipizio, afferro il cavo metallico e mi calo lentamente verso il basso….

A metà roccia, STAKKKKK, il cavo si spezza (SPEZZATO, era bello arrugginito!) e volo di almeno due/tre metri ruotando la schiena verso la roccia e vado a sbattere di schiena e di gomito. Per fortuna il cavo passava in un altro golfare più basso nella roccia e rimango appeso con le due mani al pezzo di cavo ancora saldo (potevo farmi veramente male viceversa)! Per fortuna che zaino e gomito hanno attutito la botta e la schiena si salva. Mi riprendo dallo spavento e proseguo il resto della discesa tecnica moooolto tranquillo.

Il resto della gara evolve per fortuna senza ulteriori traumi, a parte una crisetta passeggera di mal di pancia, e fra paesaggi davvero spettacolari. Cascate, pareti a strapiombo sul Lago, sentieri scavati nella roccia: piacevolmente sorpreso. Il regalo finale è l’ultima discesa da cima Dalco: molto ripida ma un single track dal fondo ghiaioso corribile: le gambe stanno bene e “volo” verso Limone. Raggiungo e supero un altro atleta e concludo la gara in 11h32m in 51° posizione.

Per come era partita la gara estremamente contento di averla finita e tutto sommato condotta sempre in leggera progressione. Ringrazio come sempre l’EOLO Team per l’immancabile supporto: Giorgio Amo’kì Triacca e Gianni Carletti di KRATOS. E ora si pensa solo alla MIUT: Madeira Island Ultra Trail: 115km / 7200D+ che correrò insieme al mio compagno di TOR Roberto Gianini a fine Aprile.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 aprile 2018
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