Ville a Crenna, parla l’architetto: “Un intervento attento”

Gianclaudio Negri, che ha disegnato le tre ville di via Nascimbene, spiega come l'intervento "leggero" è stato rivisto nel tempo. "C'era anche un accordo con i vicini"

Crenna generica

Un progetto che inserisce tre ville in un contesto delicato e prezioso e lo fa con «una grande leggerezza e attenzione di fronte al paesaggio». Si parla delle abitazioni di via Nascimbene, sulla costa della collina di Crenna affacciata verso la pianura: dopo che il tema è tornato alla ribalta (ma se n’era già parlato nel 2015) con le voci di chi è critico, ora parla l’architetto che ha disegnato l’intervento.

L’architetto Gianclaudio Negri racconta la genesi del progetto, la sfida di un intervento che dialoga «con il concetto di limite, quello della collina», ma replica anche su alcuni aspetti che sono stati richiamati da chi – alcuni residenti del quartiere ma anche la locale Legambiente – è critico con l’inserimento delle tre ville in cima ai tornanti del viale alberato.

Il progetto, avviato con permesso di costruire nel 2013 successivo ad autorizzazione urbanistica del 2007, aveva già vissuto una fase di opposizione da parte di alcuni dei vicini. E Negri ritorna proprio al percorso di dialogo che portò a modificare il progetto e a trovare un accordo: «La variante del 2015 ha alleggerito di un terzo il peso della costruzione: erano previsti tre corpi con cinque unità abitative, che ora sono state ridotte a tre. Una modifica che si è concretizzata prima di tutto nella eliminazione della parte semi-interrata dei due corpi verso Est, riducendo l’impatto al solo piano terra e primoSul terzo edificio invece è stato lasciato lo spazio interrato affacciato verso valle, limitando la parte fuori terra a un solo piano. Lasciando così libera la vista ai vicini della corte retrostante.

La mediazione sul progetto – spiegano oggi i promotori dell’intervento – è frutto anche di un accordo con la più battagliera dei vicini di casa, siglato in forma di scrittura privata a ottobre 2016.

Ville di Crenna: le valutazioni tecniche e di paesaggio

Nel tempo sono state sollevate diverse critiche. L’inserimento nel paesaggio della collina, ad esempio: «È stato valutato dalla Commissione Paesaggio per due volte, in più passaggi, prima e dopo l’accordo con la variante che ha alleggerito l’intervento» spiega Negri.

A seguito dei rilievi fatti da chi era contrario è stata fatta poi un’analisi geotecnica e uno studio idraulico. «È stata inserita una linea continua di micropali su tutto il fronte del terreno, per contenere il profilo topografico della collina. E questo nonostante le analisi geotecniche non indicassero la necessità di un intervento simile». Attuato invece a massima tutela del fronte della collina.

Generico 2018
L’architetto Gianclaudio Negri

Viene contestato anche l’aspetto architettonico delle tre ville. «La collina è un punto meraviglioso e questo intervento per un architetto è una sfida: lì c’è sempre stato un terreno incolto s’interviene in modo leggero, con una abile attenzione al paesaggio» premette Negri. L’area privata è vicina ad altre abitazioni, ma si trova anche vicino a uno spazio di valore pubblico, il viale che sale da Gallarate a Crenna, la piazza della frazione collinare. «Lavorare a ridosso di una piazza è una grande emozione, che ti espone necessariamente a una grande pressione: l’abbiamo vissuto a Besnate, dove alcuni anni fa scrissero sui volantini che si realizzava un ecomostro e dove invece alla fine gli abitanti hanno visto ed apprezzato il valore architettonico e civico di quanto realizzato, ricucendo spazi disconnessi tra loro e donando al paese una nuova piazza». Negri ha studiato e lavorato anche in Spagna, al Politecnico di Madrid, e sottolinea le ispirazioni del suo lavoro. «Sono sempre stato attratto dal colore e dalla luce  dell’architettura mediterranea, che tanto ha influito sui maestri dell’architettura italiana, basti pensare alle opere del Terragni nel Comasco. Qui a Crenna è stata posta una attenzione particolare al landscape,  il progetto doveva integrarsi con leggerezza nella natura del contesto, rispettare la topografia e tutti i limiti imposti dal Comune. In una parola, non disturbare la quiete della collina». Negri cita il lavoro dell’architetto e mastro Carlo Moretti: «Ha sempre lavorato con l’idea di leggerezza, l’uso del colore bianco, le ampie vetrate aperte sugli alberi». Un esempio di questa “scuola” gallaratese è visibile – sottolinea Negri –  a pochi passi da lì, proprio sulla costa di Crenna: una villa accessibile dalla via Sottocosta, naturale fonte d’ispirazione.

Ville di Crenna: l’intervento sulla scalinata

Da ultimo, viene sottolineato anche il valore pubblico dell’intervento: collegato al progetto c’è infatti anche un intervento di restauro della storica scalinata di Crenna, a valorizzare il manufatto realizzato 90 anni fa. È prevista una «nuova illuminazione che dia anche più sicurezza a chi la percorre, visto che è molto utilizzata, la pulizia della scala e la tinteggiatura  del parapetto». Infine, la creazione di «una piazzola intermedia a metà dell’ultima rampa, con alcune panchine con vista dalla collina e sistemazione dell’area a verde di proprietà pubblica».

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 12 aprile 2018
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