Allarme sanità: la Lombardia denuncia i tagli eccessivi

L'assessore lombardo al Bilancio ha criticato l'ulteriore riduzione prevista nel DEF che non garantirebbe più i livelli minimi di assistenza

Nuovo ospedale Del Ponte - Michelangelo

Un taglio di un miliardo di euro per far fronte agli oneri del rinnovo contrattuale in campo sanitario. È quanto ha denunciato l’assessore lombardo al Bilancio, Finanza e Semplificazione nel corso dell’audizione sul DEF (Documento economico e finanziario)  nelle Commissioni speciali di Camera e Senato. 

La riduzione è destinata ai finanziamenti alle regioni per il capitolo “sanità”. Una limatura che abbasserebbe ulteriormente il già risicato 6,6% del PIL destinato a questa voce, una percentuale che  pone l’Italia, insieme alla Grecia all’ultimo posto in Europa per investimenti in campo medico e fanalino di coda tra i paesi di G7: « Il trend degli ultimi sei anni va invertito – ha commentato l’assessore Davide Caparini – serve un nuovo programma per l’edilizia sanitaria, bisogna investire in persone, competenze e infrastrutture. La situazione è frutto di una programmazione sanitaria scollegata da quella finanziaria. Si sono fatti grandi proclami per aver aggiornato dopo 15 anni i Livelli essenziali di assistenza, ma si continuano a tagliare i fondi destinati alle Regioni per poterli garantire». 

E sono proprio i Lea (i Livelli essenziali di assistenza, cioè le prestazioni che il Servizio sanitario è tenuto a fornire a tutti i cittadini gratuitamente o tramite ticket) a essere al centro della polemica ripresa anche dai sindacati . In particolare, Cgil e Cisl denunciano anche i tagli di 600 milioni decisi lo scorso anno e che già stanno provocando pericolose carenze nel sistema dell’assistenza.

A livello ospedaliero, tutto ciò si riflette su tagli a personale ( mancato rivivono del turn over ) e ai dispositivi sanitari in uso in corsia.

A livello locale, continuano le denunce sulle difficoltà dei presidi dell’Asst Valle Olona per i quali ha chiesto notizie anche il Partito Democratico ma anche per quelli dell’Asst Sette Laghi che, a partire dalla fuga di medici del pronto soccorso alla mancata apertura del reparto di neuropsichiatria infantile o del day hospital oncologico di Cittiglio, deve far fronte a parecchie difficoltà.

Il prossimo 26 maggio si sta organizzando una manifestazione congiunta dei diversi comitati nati in difesa degli ospedali territoriali. Dopo la protesta ospitata nel febbraio scorso ad Angera, sarà Varese ad accogliere i cittadini preoccupati dalla rete di assistenza del Varesotto.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 maggio 2018
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