Cain e Avramovic commoventi, Okoye e Larson spariti

Il pivot e il serbo sono i grandi protagonisti dell'ultima partita dei biancorossi. Ma due titolari bucano l'appuntamento e rendono tutto più difficile a Caja

basket pallacanestro varese

AVRAMOVIC 7,5 – Avesse ai piedi un paio di sci, andrebbe alle Olimpiadi di slalom, visto che fa fare la figura dei paletti a tutti i difensori bresciani. Quando si esalta è imprendibile e diventa il trascinatore di Varese nei quarti centrali, quelli in cui si sogna. Alla fine si spegne anche lui, stremato e burbetta in queste situazioni. Por fioeu, ce l’ha messa tutta, si porta a casa il titolo di top scorer della serie a mani basse. Capitan futuro, se si riuscirà a trattenerlo.

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NATALI 5,5 – Caja gli dà spazi per tappare il buco creato dal fratello scarso di Okoye, lui ci mette impegno ma non riesce ad approfittarne, anche incartandosi in brutto stile in un paio di occasioni.

VENE 6,5 – Solita interpretazione sapiente del gioco della pallacanestro – 12 rimbalzi di puro posizionamento, museruola a Landry e a tutti quelli capitatigli davanti – ma con due pecche: lo 0 su 7 al tiro da vicino, roba non da lui, e la stoppata sul pallone del possibile sorpasso, causa anche benzina finita.

OKOYE 5 – “Sballato, gasato, completamente fuso”. Ci rifacciamo a un vecchio film con Abatantuono per inquadrare la serata dal caro leader biancorosso, arrivato davvero senza più una goccia di energia a questi playoff. Per il voto – altissimo – alla stagione, ci risentiamo a breve, anche questa sera però tutti lo aspettavano e lui non è mai comparso.

TAMBONE 7 – A differenza di Natali, sfrutta al meglio i minuti avuti per palese inadeguatezza del titolare (Larson), producendo punti dall’arco, assist (5, migliore della partita) e guadagnando un significativo +12 di plus/minus. Se continua così, è una bella garanzia per l’anno venturo.

CAIN 8,5 (IL MIGLIORE) – La sua prodezza non batte il record dei 62 centesimi di Sakota a Siena (quella volta fu vittoria) ma lo avvicina in modo incredibile. Ciliegina sulla torta di una partita e di un campionato splendidi, di altissimo profilo. Varese a un certo punto è crollata perché le sue gambe non sono andate oltre, nella lotta a rimbalzo. Per noi, è il primo da rinnovare. MVP “Da Moreno” anche per i nostri lettori.

DELAS 4 – La miglior arma di Diana nel momento della rimonta, assieme a Moore e Cotton. Non andiamo oltre per non essere troppo acidi, ma il croato è stato deleterio, contribuendo anche allo spompamento totale del povero Cain, costretto al parquet per mancanza di aspettative.

FERRERO S.V . – Meno di una manciata di minuti, con Caja che non si fida a togliere Vene dal campo. Opinione nostra: l’avremmo provato da ala piccola accanto all’estone, una di quelle mosse di fantasia che invocavamo alla vigilia. Soprattutto quando Varese non raccattava più rimbalzi difensivi.

LARSON 4 (IL PEGGIORE) – Dopo una partita deleteria ha la palla per riabilitarsi e diventare (quasi) il nuovo LaRue, la tripla frontale quasi al 40′, specialità della casa tra l’altro. E invece cilecca pure quella, forse vanificando i discorsi di una riconferma. 40′ con il pannolone, solo giocate conservative, mai un blitz vincente.

di damiano.franzetti@varesenews.it
Pubblicato il 17 maggio 2018
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