Caronno, la patria italiana del controllo di vicinato

Si tratta di un’iniziativa realizzata in diverse nazioni in Europa e nel mondo e che in Italia è partita proprio da un caronnese. I gruppi in Italia sono 1502 con quasi 43000 famiglie coinvolte

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In pochi lo sanno, ma Caronno Pertusella è la patria italiana del controllo di vicinato. Si tratta di un’iniziativa realizzata in diverse nazioni in Europa e nel mondo e che in Italia è partita proprio da un caronnese.

LO SPECIALE CARONNO PERTUSELLA

Come funziona? In sostanza i vicini di casa si impegnano a “controllare” con attenzione quanto avviene nel quartiere pronti ad avvisare le forze dell’ordine nel caso di presenze sospette. Niente guardie o ronde quindi, ma solo dei rapporti di buon vicinato e qualche attenzione in più per le case che si sanno essere vuote, per le vacanze dei proprietari.

A raccontare come si è arrivati ad un’associazione che da Roma in su conta oltre 120 gruppi aderenti e che è rappresentata anche a livello europeo è il fondatore Gianfranco Caccia. «Tutto è iniziato con il furto avvenuto nella mia abitazione a Caronno nel 2008: mia moglie fortunatamente non era in casa ma mi sono preoccupato. Pensando a cosa fare mi sono ricordato del neighborhood watch in cui mi ero imbattuto a Oxford ed ho pensato di realizzarlo anche nel mio quartiere».

Il caronnese si è rivolto all’amministrazione comunale: «L’allora sindaco Augusta Borghi e il comandante della polizia locale Riccardo Piancentini hanno subito apprezzato l’iniziativa dandomi sostegno per la realizzazione dei cartelli e per tutti le verifiche normative del caso. Sono passati alcuni mesi pensavo che tutto fosse archiviato ed invece ad inizio 2009 mi hanno chiamato che era pronta la segnaletica». I cartelli come quelli che ormai in tantissimi comuni mostrato l’attivazione del controllo di vicinato sono stati realizzati proprio da Caccia: «Ho disegnato il logo in modo semplice ed efficace ed usato la parola “controllo” comprensibile in molte lingue».

In tempi di ronde l’iniziativa caronnese ha presto attirato i riflettori della stampa nazionale, per la semplicità e l’efficacia del progetto, e dopo un lancio Ansa sono stati moltissimi i giornali che hanno dedicato spazio al progetto caronnese ma soprattutto sono stati tanti i quartieri che hanno chiesto di attivare un’iniziativa analoga: i gruppi in Italia sono 1502 con quasi 43000 famiglie coinvolte.

E’ così nata l’associazione che riunisce diversi esperti, da esponenti delle forze dell’ordine a criminologi, ma anche semplici cittadini che hanno attivato il controllo di vicinato e che sono pronti a fornire assistenza a chi intende avviare un proprio gruppo. «E’ questa un po’ la filosofia – conclude Caccia – quella di un gruppo di cittadini che si impegna in prima persona per controllare, tramite delle attenzioni da buon vicino, il quartiere in cui vive e le proprie vulnerabilità».

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Pubblicato il 15 maggio 2018
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