Civati: “Lavoriamo per far salire i cittadini sulla Torre civica”

Per festeggiare gli 80 anni della struttura che svetta sulla città, l'amministrazione potrebbe rendere visitabile la torre

Ottanta anni portati bene, forse anche perché in pochi sono entrati a visitarla. Stiamo parlando della Torre civica di Varese, alta 53,88 metri, uno dei luoghi simbolo dell’architettura del Ventennio.

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Torre civica 4 di 17

“Una torre mai inaugurata e mai utilizzata – come racconta l’architetto Elena Brusa Pasquè – da quando è stata ultimata nel 1942, se non in due uffici ai primi due livelli. Una torre muta e silenziosa con i suoi occhi bianchi come due lune che illuminano la piazza e visibili da quasi tutte le Castellanze.

È dalla fine degli anni 90 che ho cominciato a lavorare attorno alla torre coinvolgendo nel progetto Almerico De Angelis il direttore della rivista Modo degli anni 90 e 2000. Modo allora era un’importante rivista di design.

Quando fummo in cima alla torre la prima volta pensai che mi sarebbe piaciuto trasformare l’ultimo piano in una  terrazza “Martini” tutta Varesina da dove far godere a tutti una vista che dà forti emozioni come se volassimo su un deltaplano. Forse, un giorno, quando la torre sarà restaurata, dovrebbe diventare una meta quasi obbligata la salita alla terrazza panoramica prima di visitare la città…si comprenderebbe davvero cosa Varese è stata e cosa è oggi e perché l’hanno denominata Città Giardino o la Versailles di Milano. La qualità di vita che si percepisce da lassù potrebbe incrementare la sua capacità di attrattiva turistica e non solo. In un solo colpo d’occhio si coglie la città. Dall’alto si coglie il sistema ecologico impareggiabile per ricchezza e bellezza: dal lago alle montagne al Monte Rosa che con la catena innevata delle Alpi fa da sfondo al paesaggio”.

Il progetto dell’architetto Brusa Pasquè e dello studio Aceti venne presentato nel 2014.

Ora si riprende a parlarne anche dopo la spinta dell’esperienza vissuta da 25mila persone sul Glass Emotion Bridge in piazza del Garibaldino.

Siamo saliti in cima alla torre con l’assessore Andrea Civati e un ingegnere del comune per valutare la possibilità concreta di aprirla al pubblico.

“Con qualche accorgimento si può fare in tempi brevi – ci spiega l’amministratore che si occupa dell’Urbanistica – Esiste un progetto più ampio di cui si discusse negli anni passati senza però arrivare a qualcosa di concreto. Da parte dell’amministrazione c’è la volontà di lavorare per permettere ai cittadini e ai turisti di salire ad ammirare Varese e il panorama da uno dei punti più alti della città”.

Una dichiarazione importante che viene confermata anche dall’ingegnere Riccardo Aceti che ha lavorato al progetto più complesso con l’architetto Brusa Pasquè.

“Rendere visitabile la torre è fattibile a brevissimo con una pulizia generale, il controllo degli accessi e la limitazione del numero delle persone che possono salire insieme. Un’operazione che potrebbe esser gestita con i volontari del Fai di Varese. Potrebbe essere interessante mettere dei pannelli informativi sulla storia della torre e sul progetto che avevamo realizzato. Questa attività potrebbe avere diversi vantaggi: valutare l’interesse alla visita e trovare anche qualche privato che voglia impegnarsi. Già nella sua costruzione negli anni 30 era stato previsto lo spazio per la realizzazione di un ascensore dal piano interrato all’ultimo livello.

Lo spostamento di tutti i servizi e le antenne in un piano intermedio, la realizzazione dei servizi igienici, un punto di ristoro con vista panoramica. La sistemazione di alcuni spazi da dedicare ad esposizione. Il tutto costerebbe un milione e 300mila euro. Alcuni anni fa era uscito un bando ministeriale specifico per beni mai aperti prima. Non uscì mai il decreto attuativo e quindi si congelò tutto. La Sovraintendenza in fase preliminare aveva dato un parere favorevole perché non avremmo toccato nulla degli spazi esterni”.

Dopo anni di ricerche e riflessioni potrebbe esser arrivato il momento di passare a qualcosa di più concreto e miglior modo per spegnere le 80 candeline della torre potrebbe essere proprio permettere ai cittadini di conoscerla e scoprirne il fascino.

di marco@varesenews.it
Pubblicato il 16 maggio 2018
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