Esplosione di Rescaldina, indagati sin dall’inizio i coniugi Sidella

La Procura conferma che Saverio Sidella (poi deceduto) e la moglie avrebbero fatto esplodere la palazzina di via Briante volontariamente

Esplosione palazzina Rescaldina Milano

Saverio Sidella e la moglie avrebbero causato l’esplosione del loro appartamento nella palazzina di via Briante dove vivevano con i loro figli. A confermarlo è il procuratore capo di Busto Arsizio Gianluigi Fontana che – dopo la fuga di notizie sull’indagine condotta dal sostituto procuratore Francesca Gentilini – non ha voluto aggiungere altro.

Secondo quanto emerso la coppia avrebbe volontariamente provocato il disastro e i loro nomi sarebbero stati iscritti sin da subito nel registro degli indagati per il reato di strage, ben prima della morte del sergente maggiore sopravvenuta nei giorni successivi allo scoppio a causa delle gravi ustioni riportate su tutto il corpo. Anche la donna è rimasta gravemente ferita ma è sopravvissuta anche se è ancora in una fase delicata e non ha potuto nemmeno partecipare alle esequie del marito.

Il sindaco Michele Cattaneo – che solo questa mattina aveva consegnato gli appartamenti messi a disposizione da Aler e dalla Regione ad una parte degli sfollati – ha commentato brevemente la notizia confermando che «Rescaldina vuole bene alla famiglia Sidella, molto conosciuta in paese per l’intensa partcipazione alla vita sociale della comunità».

Sono molte le ipotesi e le voci che circolano attorno a quanto accaduto la mattina del 31 marzo quando il boato squassò un giorno di festa (il giorno prima di Pasqua) provocando il ferimento della coppia, dei loro due figli e di altre 4 persone residenti nel palazzo ma è ancora presto per giungere ad una conclusione certa, anche per rispetto ad una donna che ha perso il marito e a due bambini che si sono visti cancellare in un lampo ogni idea di tranquillità e serenità familiare.

Nel frattempo l‘immobile di via Briante è stato dissequestrato e proseguono i lavori di messa in sicurezza dell’edificio che è ancora completamente inagibile.

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 maggio 2018
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