Grandine dei record, colpa delle “gocce fredde”

La nuvola d’aria calda che sale e si scontra con correnti balcaniche: così si formano i chicchi. Attenzione alla serata di martedì: la “finta neve” di maggio potrebbe tornare

Avarie

Bel tempo tutto il giorno, gente al lago che fa il bagno perché “l’estate è arrivata!” ma in 10 minuti il capovolgimento di fronte: nuvole nere, arcobaleno, il rumoroso temporale in arrivo e poi quella grandinata eccezionale, mai vista, localizzata su una manciata di paesi.
Ma tanta grandine: i vigili del fuoco che sul posto hanno liberato le auto rimaste in panne parlavano addirittura di 30, in alcuni casi 40 centimetri di chicchi a terra.

GOCCE FREDDE – Ma com’è possibile assistere a fenomeni del genere? Lo spiega l’esperto del Centro Geofisico Prealpino  Paolo Valisa: «È colpa delle cosiddette “gocce fredde”, fenomeni meteorologici che si generano quando masse d’aria calda e più leggera si formano al suolo e creano una corrente ascensionale che si incontra con nuvole d’aria fredda» (nella foto di Roberta Cattaneo, il cielo di domenica sera).
Può accadere quindi che in giornate belle e calde come quelle di domenica l’intenso calore al suolo produca colonne d’aria calda che salgano repentinamente scontrandosi con la cappa gelida in arrivo.

EFFETTO LUNA PARK – In questo frangente le particelle d’acqua presenti nelle nuvole – l’umidità, diciamo – rimangono sospese, si solidificano e quanto è più forte l’energia liberata dalla massa d’aria calda che sale tanto più grandi diventano i chicchi che poi, comunque, cadono a terra. Un po’ come avviene al luna park con qui giochi che generano un flusso d’aria così forte da far “galleggiare” gli avventori: quando il getto d’aria termina, si ricade.

A MACCHIA DI LEOPARDO – Non è però possibile fare statistiche specifiche sulle grandinate, continuano dall’Osservatorio.
«Alla stazione di Varese CGP, via Andrea del Sarto, abbiamo registrato 37 eventi di grandine dal 2000 ad oggi (18 anni), mentre si verificano in media 30 temporali all’anno. Questa la statistica mensile: marzo (3), aprile (4), maggio (6), giugno (4), luglio (12), agosto (5), settembre (0), ottobre (2), novembre (1)» spiega Paolo Valisa, che aggiunge: «Le grandinate sul Varesotto non sono rare ma in una singola località non sono poi così frequenti poiché sono fenomeni estremamente localizzati».
Una situazione confermata persino dai sindaci dei paesi colpiti nella serata di ieri, che hanno parlato addirittura di grandine copiosa in alcuni tratti di strade, per risparmiarne altri, magari a distanza di solo poche centinaia o decine di metri.
A Varese, per esempio, non è caduto nemmeno un chicco, e in tutto dal cielo è sceso un millimetro di pioggia: niente.

ATTESE REPLICHE – Nei prossimi giorni, magari in altre zone della provincia, la grandine potrebbe tornare. Dove? Difficile dirlo. Il punto è che sul Nord Italia persiste un fronte di instabilità determinato da aria fredda in arrivo dai Balcani.
Così, se le immagini satellitari di questi giorni mostrano bel tempo dalle Alpi al Baltico, la “lotta” fra aria calda e aria fredda a casa nostra potrebbe portare ancora la grandine. «E questo potrebbe verificarsi nella serata di domani, martedì», dicono dal Centro Geofisico Prealpino.

di andrea.camurani@varesenews.it
Pubblicato il 07 maggio 2018
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