La demolizione della corte Bassani nel mirino della Soprintendenza

L'immobile è stato abbattuto ma l'affresco di Sant'Anna era vincolato e la soprintendenza chiede spiegazioni. Il sindaco: "c'erano gravi problemi di sicurezza. Auspichiamo incontro per chiarire e documentare tutto"

corte bassani albizzate

I ruderi della corte Bassani in centro paese sono nel mirino della Soprintendenza Archeologia. Dopo la demolizione dello scorso anno, che ha abbattuto le mura malmesse e pericolanti degli immobili, da Milano il soprintendente Luca Rinaldi sta chiedendo spiegazioni al Comune sul vincolo che pendeva su una porzione in particolare della corte: quella con l’affresco di Sant’Anna.

Dice la Soprintendenza: “la demolizione è stata accertata durante un recente sopralluogo in relazione al progetto della nuova piazza del paese – spiega l’architetto Soprintendente Rinaldi -. L’edicola settecentesca di Sant’Anna era un importante testimonianza artistica e della fede religiosa, ed era in una posizione strategica del centro storico, all’ingresso del viale d’accesso all’antico Castello, un ambito da riqualificare e valorizzare, non certo da cancellare. Sin dal 2004 avevamo segnalato al Comune che, pur non essendo la Corte Bassani da considerarsi vincolata, lo era l’edicola, tra l’altro negli anni novanta restaurata sotto il controllo della Soprintendenza, ai sensi dell’art.50 del Codice dei Beni Culturali, che tutela questo tipo di testimonianze. L’intervento di demolizione doveva essere quindi approvato dal Ministero, pena naturalmente la denuncia del reato in Procura”.

La demolizione della corte era arrivata dopo l’ennesimo crollo di calcinacci dal tetto in dissesto della struttura. Il Comune aveva intimato ai privati la messa in sicurezza dell’immobile e dopo una serie di analisi, così come aveva raccontato l’amministrazione, di comune accordo si era proceduto con la demolizione con un lavoro concertato tra il pubblico ed il privato.

In quel frangente, secondo quello che dice la Soprintendenza, non c’è stata comunicazione dell’operazione e la tutela del vincolo esistente su quell’affresco. Per questo è stata inviata al Comune di Albizzate una richiesta ufficiale di chiarimenti.

Va anche aggiunto che l’affresco, dopo il deterioramento del tetto, era quasi completamente sparito. Questo però non basta alla Soprintendenza: “I danni dell’umidità possono offuscare ma non cancellare del tutto un affresco – spiega l’architetto Rinaldi -. E poi certo il giudizio va dato non dal proprietario o dal Sindaco. E comunque non ci è pervenuta alcuna documentazione a riguardo”.

corte bassani albizzate
L’affresco prima della demolizione

Dal canto suo il sindaco Mirko Zorzo spiega di aver già chiesto, attraverso una comunicazione ufficiale spedita il 10 maggio, un incontro alla Soprintendenza: «auspichiamo fortemente un incontro per affrontare questa problematica e altre questioni aperte sul territorio comunale – spiega il sindaco -. L’intervento sulla corte Bassani era stato determinato da una grave situazione che metteva a rischio la sicurezza e abbiamo tutta la documentazione sulle condizioni del dipinto che all’epoca era ormai scomparso. Comunque attendiamo al più presto l’incontro per poter chiarire tutto con spirito costruttivo».

di tomaso.bassani@varesenews.it
Pubblicato il 17 maggio 2018
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