La guerra contro l’Isis raccontata da chi l’ha combattuta

Sabato sera al Circolo Gagarin Claudio Locatelli racconterà la liberazione di Raqqa da Isis, battaglia che ha vissuto in prima linea

claudio locatelli

La liberazione di Raqqa da Isis è uno di quegli eventi che segnano la storia, così come gli uomini e le donne che hanno combattuto sul campo, fino a veder abbassare le bandiere nere del Califfato. Claudio Locatelli era tra loro. Lui, giornalista freelance appassionato di medio oriente, sarà sabato sera al Circolo Gagarin per presentare Nessuna resa, il libro scritto con Alberto Marzocchi che racconta quei giorni di scontri.

Appassionato di politica estera, Claudio è un giovane attivista che presta il suo impegno nelle zone terremotate d’Italia, ai profughi curdi di Kobane e in Palestina. Prima di partire non aveva mai imbracciato un fucile, né pensato di farlo. Ma di fronte all’escalation di violenza delle forze di Isis, alle immagini dei profughi o delle donne violentate, decide che non può solo indignarsi. Quella cultura di odio è una chiamata alle armi, purtroppo letterale. A febbraio 2017 atterra in Iraq e da lì, con pericolose marce notturne, entra in Siria. L’addestramento militare è breve, poi è subito guerra. Con il nome di battaglia Ulisse, partecipa alla sanguinosa campagna per la liberazione di Tabqa, poi di Raqqa, capitale e centro nevralgico di Isis.

Tornato in Italia non vuole raccontare solo le pallottole a pochi centimetri dal volto, gli amici feriti vicino a lui nei conflitti a fuoco, o il compagno arabo che gli è morto tra le braccia. Vuole raccontare perché il pericolo Isis non può dirsi definitivamente scongiurato, e perché bisogna vigilare per evitare che l’indottrinamento faccia altri danni. E perché Isis, come ogni regime di fanatismo, prima della barbarie e dell’occupazione militare, è una mentalità, subdola e pericolosa. Ed è questa la battaglia più difficile, che spetta a ognuno di noi.

L’appuntamento con la presentazione del libro è per le 21 di sabato 19 maggio negli spazi di via Galvani 2 a Busto Arsizio. L’ingresso è libero ma bisogna essere soci Arci (è possibile tesserarsi sul posto).

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 maggio 2018
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