La Lega prepara i gazebo per la consultazione sul Governo ma se la prende con il Pd

Il partito cerca consenso per il "contratto" con il M5s ma lamenta il posto in piazza negato dalla "burocrazia Pd". Il Comune: "falso non sono pervenute richieste ufficiali"

lega varese

La Lega si prepara a scendere in piazza anche a Varese per la consultazione sul “Contratto di Governo” che i vertici del partito, in primis Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti, stanno elaborando insieme al Movimento 5 Stelle.

E se i 5 stelle sono pronti a validare l’intesa attraverso una consultazione online ai propri iscritti la Lega ha deciso di optare per i vecchi gazebo in piazza, attraverso i quali raccoglieranno di persona il voto dei cittadini.

Quali siano esattamente le modalità, in particolare se la consultazione sarà aperta a tutti o solo ai militanti del partito, non è ancora stato definito ma l’input dai vertici nazionali è arrivato ufficialmente: la consultazione sarà sabato 19 e domenica 20 maggio.

A Varese il direttivo cittadino si è attivato per organizzare l’iniziativa ma è subito sceso in polemica con il Partito Democratico al governo della città e, forse, anziché in piazza dovrà restare nella sede di piazza Podestà.

«Abbiamo presentato nei giorni scorsi richiesta agli Uffici competenti del Comune di Varese – sottolinea il Commissario della Lega – e ci è stato risposto che prima di giugno non è possibile avere l’autorizzazione per l’occupazione del suolo pubblico. Una situazione paradossale, dal momento che si tratta di dare vita ad un momento di democrazia partecipata per le scelte del prossimo Governo italiano».

“Naturalmente non ci fermeremo e tenteremo di ottenere l’autorizzazione, vista l’importanza della consultazione tra i cittadini, per allestire almeno un gazebo nel centro storico – dice Gambini –. Se questo non sarà possibile, i Varesini troveranno in ogni caso la nostra sede aperta, dove potranno entrare per prendere parte alla consultazione sul Contratto di Governo. Le lentezze burocratiche del Pd non impediranno ai Varesini di esprimere la loro opinione”.

Parole che però non trovano conferma in quelle del Comune di Varese al quale abbiamo chiesto chiarimenti. L’amministrazione ha infatti risposto con una nota stampa:

“Ad oggi, ore 19.00 di martedì 15 maggio, allo sportello Suap del Comune (unico ufficio competente per evadere la richiesta) non è arrivata nessuna domanda di occupazione di suolo pubblico da parte della Lega per questo fine settimana – scrivono da palazzo Estense -. L’unica domanda protocollata da parte dei rappresentanti della Lega è una richiesta di spazi a partire dal 2 giugno. Se fosse arrivata l’amministrazione avrebbe risposto come ha risposto a qualsiasi soggetto che faccia richiesta di spazi da anni a Varese, ovvero che il regolamento prevede che venga fatta domanda almeno 15 giorni prima dell’inizio dell’occupazione. E avrebbe risposto anche che una deroga è possibile ma naturalmente negli spazi rimasti disponibili al momento della richiesta scritta. Ad oggi ad esempio per sabato e per domenica ci sarebbe qualche spazio ancora libero, a meno che non vengano prenotati da altri nel frattempo. Del resto il Comune non potrebbe togliere spazi già concessi ad altri cittadini o soggetti che li hanno richiesti formalmente e rispettando i tempi previsti dal regolamento Cosap. Qualora realmente il partito della Lega volesse chiedere spazi pubblici, basterebbe che inviasse una richiesta formale e accogliesse le disponibilità di spazi rimasti. Quanto alla definizione data dal commissario della sezione varesina della Lega di tutti i dipendenti (“burocrati”) del Comune di Varese come iscritti o appartenenti ad un partito politico (il PD) l’amministrazione dovrà valutare come tutelare in tutte le sedi l’immagine dei propri dipendenti dalle affermazioni succitate. E questo in primo luogo perché i dipendenti del Comune di Varese (che lavorano al Comune di Varese da molti anni) sono funzionari pubblici e non dipendenti di un partito, come invece fa pensare l’affermazione del commissario della sezione varesina della Lega. In secondo luogo affermare che l’applicazione del regolamento comunale sugli spazi pubblici sia una scelta di partito imbarazza ancora di più visto e considerato che quel regolamento è stato voluto e approvato anni fa quando la maggioranza in Comune era appunto della Lega”.

di tomaso.bassani@varesenews.it
Pubblicato il 15 maggio 2018
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