Pecore come giardinieri? Nel Varesotto succede

La notizia a Roma ha fatto molto discutere ma ci sono stati dei precedenti anche in qui come il gregge usato alla Whirpool di Cassinetta o le capre tibetane del comune di Castronno

Pecore

Quello che accade al Comune di Roma, per varie ragioni, fa molto discutere ed è così che anche una piccola palla di neve, se lanciata dal sindaco Virginia Raggi, è destinata a diventare valanga.

Così è accaduto sulla questione delle pecore da impegnare come “giardinieri” e mantenere curati alcuni prati della città.

Tutto è nato da una diretta Facebook dell’assessore all’Ambiente della Capitale che, in un botta e risposta di circa mezz’ora, su sollecitazione di un cittadino, ha spiegato che è allo studio l’ipotesi di impiegare le pecore per la cura del verde in alcuni parchi e grandi ville della città. Inoltre, che un’esperienza esiste già nella zona della Caffarella.

Lasciando a Roma quel che è di Roma la notizia ci ricorda alcune esperienze nel Varesotto che andavano proprio in quella direzione.

Di pecore al pascolo, soprattutto durante il periodo della transumanza, siamo abituati a vederne. Ma c’è anche chi le aveva proprio impiegate per il taglio dell’erba.

Il caso più eclatante era stato quello della Whirpool che, per tagliare l’erba nello stabilimento di Cassinetta, aveva aperto i suoi cancelli ad un gregge di 1200 pecore. In pochi giorni gli animali rasarono tutti e 5 gli ettari del prato, finiture complete. In quel caso si era trattato anche di un’immagine simbolica con la quale l’azienda aveva voluto comunicare la propria anima green.

Qualcosa di di simile lo aveva messo in atto anche l’amministrazione comunale di Castronno che aveva “assunto” quattro caprette tibetane per occuparsi del grosso parco di Villa Puricelli.

In questo caso, per la verità, le capre sono state più utili per attirare l’attenzione su un immobile comunale difficile da gestire e promuoverne progetti di riqualificazione. «Soprattutto perché le capre non aiutano molto a taglio dell’erba – spiega il sindaco Luciano Grandi -, sono utili più che altro a limitare la diffusione dei rovi perché ne spiluccano i germogli».

Come è finita? Le capre sono ancora li al pascolo ma dopo un periodo di “proliferazione” fuori controllo (erano diventate 12) sono state sterilizzate. Ora, dopo qualche attacco da parte delle volpi, ne sono rimaste 9 e “pascolano” beate nel parco della villa.

di tomaso.bassani@varesenews.it
Pubblicato il 17 maggio 2018
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Segnala Errore