Accoglienza e integrazione: il lavoro di squadra funziona

Incontro della Commissione servizi sociali, politiche abitative e politiche del lavoro con i responsabili delle cooperative che si occupano dei migranti in città

Richiedenti asilo la lavoro al Sacro Monte

Accoglienza, integrazione e confronto tra i vari soggetti coinvolti nella gestione dei richiedenti asilo.

Sono queste le linee guida emerse nel corso della riunione della Commissione consiliare 7 del Comune di Varese, che si occupa di servizi sociali, politiche abitative e politiche del lavoro. La commissione questa sera si è riunita per un aggiornamento sulla situazione dell’ospitalità dei richiedenti asilo nella città di Varese, con la partecipazione dei gestori dei Cas – Centri di accoglienza straordinaria, e dello Sprar, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati.

«Un incontro che nasce dall’impegno che abbiamo preso con gli enti gestori per un aggiornamento periodico sulle attività, i risultati e gli sviluppi delle attività in atto in città sulla gestione dei richiedenti asilo – ha spiega l’assessore ai servizi sociali Roberto Molinari – Anche perchè ci permette di avere un dialogo diretto sia con chi agisce nell’ambito dello Sprar, sistema a cui Varese aderisce e che ha dunque come interlocutore diretto il Comune, sia conle situazioni che operano nell’abito dei Cas, che invece hanno come interlocutore la Prefettura».

Ai lavori della Commissione hanno partecipato le strutture che operano in città, la Cooperativa Ballafon, la cooperativa Intrecci, la cooperativa Lotta all’emarginazione e la cooperativa San Luigi.

I responsabili delle cooperative hanno raccontato esperienze e progetti e diverse storie positive. Il comune denominatore è la volontà di andare oltre l’accoglienza e le risposte ai bisogni primari di chi arriva nel nostro paese fuggendo da guerre e povertà. I passi successivi sono l’insegnamento della lingua italiana, la formazione professionale, la ricerca di un lavoro e il coinvolgimento in progetti mirati all’integrazione, contando sulla rete del volontariato e sulle comunità che accolgono. Integrazione che passa anche dallo sport, dalla musica, dagli scambi culturali.

I problemi, ovviamente non mancano, a partire dai tempi lunghissimi delle commissioni che devono valutare le singole situazioni dei richiedenti asilo, tempi che spesso raggiungono e  superano i due anni. Ma anche la ricerca di un lavoro e di un’abitazione diventano spesso ostacoli difficili da superare.

«L’obiettivo di questi incontri – ha detto il conclusione l’assessore Molinari – è duplice: da una parte ci permette di monitorare meglio la situazione e dunque di prevedere anche eventuali problemi, ma soprattutto per andare oltre la gestione ordinaria ma per dare una risposta sempre migliore alle esigenze dei richiedenti asilo e cercare gli strumenti per una vera integrazione».

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Pubblicato il 13 giugno 2018
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