Bernasconi, il sindaco torna a Palazzo

Un risultato "sudato" e per niente scontato, ma sono tanti i cittadini che hanno boicottato le urne. All'opposizione nomi forti che conoscono bene pregi e difetti del primo cittadino

Azzate, amministrative 2018

Ancora tu, ma non dovevamo vederci più? Gianmario Bernasconi è stato rieletto sindaco battendo in rincorsa, e non senza fatica, chi negli ultimi anni lo ha contestato (apertamente e nelle segrete stanze) .

Come spesso accade ci vogliono le “rivoluzioni”, piccole o grandi, per provare a modificare le cose. E Bernasconi si porta dietro una giunta nuova, quasi tutta tranne Enzo Vignola, ex vicesindaco con un ruolo “ballerino” nella passata amministrazione avendo cambiato almeno un paio di volte le deleghe.

Azzate, amministrative 2018

Forze fresche, pronte a buttarsi nel rutilante mondo dell’amministrazione di un paese.
Ma, c’è più di qualche ma. E lo ha spiegato bene in un post Gianmarco Beraldo, ex consigliere della vecchia giunta, uno dei “disillusi” che questo giro non si è presentato (insieme a Lucia Marangon): «Hanno votato, circa, un azzatese (maggiorenne) su due: per la precisione 1924. Credo sia la percentuale più bassa nella storia delle elezioni comunali di Azzate. Un brutto dato.
Cinque anni fa andò meglio ma già si percepiva una tendenza negativa: solo il 58% che corrispondeva a 2.115 votanti. Nel frattempo gli elettori sono leggermente aumentati.
Gianmario (il sindaco ndr)  ha preso 807 voti contro i 1193 di 5 anni fa: un calo di circa 400 voti. Considerando che il gruppo Arioli (Lega per intenderci) ne ha presi 517, contro i 460 del 2013,  pare evidente che Raffaele Simone non abbia intercettato tutti gli altri voti di ViviAzzate (la lista che appoggiava Bernasconi) e quelli della lista allora di Luca Massetti.
In sintesi molti elettori che portarono alla nostra schiacciante maggioranza di 5 anni fa sono rimasti a casa».
Già, gli azzatesi non sono corsi in massa alle urne, anche se questa è stata una delle campagne elettorali più “spumeggianti” degli ultimi anni, ed è un segnale di cui tener conto.

C’è ora da vedere come sarà composta la nuova giunta che forse verrà presentata già all’inizio della prossima settimana, e soprattutto come si porrà l’opposizione; ai banchi siederanno personaggi di peso: Raffaele Simone, ex assessore ai lavori pubblici che ha creato una lista tutta sua, Insieme per Azzate (600 voti), e la sua candidata Alessandra Colli, volto molto conosciuto e attivo in paese.
Poi i leghisti Carlo Arioli, candidato sindaco di Azzate in Valbossa (517 voti), già all’opposizione nel consiglio comunale uscente e Marco Leoni, leader del Bossalito, i “giochi senza frontiere” della Valbossa.

Simone ha molte frecce nella sua faretra: conosce bene Bernasconi, i suoi pregi e i suoi limiti, e ha frequentato a lungo gli uffici comunali. Insomma, volendo potrebbe davvero stare alle calcagna del sindaco e chiedergli conto dei progetti presentati nelle 18 pagine del programma elettorale.
Ultima curiosità, se di curiosità si può parlare, riguarda il numero delle donne elette: sono 5 su 12 consiglieri; Progetto Comune, la lista vincitrice, ne ha quattro (Simona Barbarito, Claudia Miterangelis, Giorgia Broggi e Cristina Sessa).
Che ruolo avranno? Non da “supporter” ci si augura.
Ora si torna a lavorare per Azzate: progetti in sospeso ce ne sono parecchi. Promesse elettorali ne sono state fatte tante. Chi non è andato a votare adesso, forse, vuole davvero i risultati.

di roberta.bertolini@varesenews.it
Pubblicato il 12 giugno 2018
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