Matteo, da dieci anni in guerra contro il cancro

Dall'età di dieci anni frequenta ospedali e sale chirurgiche. Si prepara ad affrontare il suo terzo tumore e ha aperto una pagina su Facebook per aiutare chi non vuole lottare

matteo, guerriero contro il cancro

“Questa vita mi sta facendo la guerra… ma non sa che proprio lei mi ha fatto guerriero”.

Matteo, vent’anni, si presenta così sulla pagina Facebook che ha aperto per parlare di sé e della sua vita di lotta.
Dall’età di 10 anni combatte contro il cancro. Ogni volta è una sfida e anche oggi, dopo dieci anni, sta affrontando di nuovo quel demone che lo perseguita e lo costringe a scendere in campo per una nuova battaglia.

A dieci anni era la Sindrome di Lynch diagnosticata all’ospedale di Tradate e curata con un intervento chirurgico all’istituto dei Tumori di Milano: « Mi asportarono buona parte dell’intestino e parte del colon. Ma, uscito dall’ospedale, ero tornato a casa e avevo ripreso la mia vita normalmente».
Niente chemioterapia o radioterapia, ma la quotidianità fatta di scuola, di nuoto e di partite a calcio con gli amici.

Il suo nemico, però, aveva in serbo per lui altri programmi: « Dopo due anni un nuovo tumore. Questa volta al torace ma in forma liquida. Avevo polmoni e cuore pieni d’acqua. Quando arrivai al pronto soccorso di Varese venni trasferito immediatamente in sala operatoria dove drenarono il liquido». L’intervento chirurgico non era risolutivo e Matteo si sottopose a cicli di chemioterapia direttamente in vena, ricoverato per un mese in pediatria all’Istituto dei Tumori: « Per un anno sono andato anche una volta alla settimana. È stato un periodo molto difficile perché era particolarmente doloroso. Alla fine dell’anno, ho fatto altri 12 mesi di  chemio di mantenimento con pastiglie». 

Nel giro di pochi mesi per Matteo la vita cambia: « Ho perso i capelli, ho acquistato peso per la presenza del cortisone che, oltretutto, mi ha provocato un collasso osseo bucandomi il femore e oggi mi muovo con le stampelle».

Quella volta, il ritorno a casa fu diverso: « Di colpo mi sono ritrovato da solo. I miei amici erano scomparsi, spaventati dalla mia malattia o chissà. Non mi vedevano più come compagno di giochi ma come malato, non capivano che dietro alla sofferenza c’ero sempre io».

Per Matteo inizia una vita diversa: « Persi gli amici dell’infanzia, ho trascorso la mia adolescenza nelle corsie degli ospedali a contatto con gente nuova, ragazzi e giovani che, come me, affrontavano con determinazione e coraggio la propria vita. Ho conosciuto tante persone vere, che hanno cose belle da raccontare e storie importanti».

Proprio quegli incontri, gli danno l’idea di aprire questa pagina su Facebook per dire “Tutti contro il cancro”: « Mi rivolgo a chi soffre ma anche a chi vuole ascoltare, a chi è in cerca di consigli e chi vuole imparare. Vorrei creare una comunità di gente che non si accontenta delle banalità, delle sciocchezze o delle fake news perchè sa che la vita è qualcosa di diverso e più profondo rispetto a immagini vuote e insipide. Io mi racconto, non mi nascondo e sono pronto a confrontarmi, dare consigli, chiedere aiuto e trasferire coraggio a quanti vorranno condividere il mio obiettivo. Vorrei arrivare a chi crede di non farcela, a chi si vuole lasciare andare, a chi si nasconde, a chi si sente perduto. Insieme si può costruire, ci si fa forza:“Guerrieri si diventa attraversando difficoltà, commettendo errori, affrontando paure, superando dolori… tutto questo senza arrendersi mai“ ».

E Matteo non si arrende nemmeno oggi. Nel suo immediato futuro c’è un nuovo intervento, questa volta al cervello: « So che mi aspetta un impegno gravoso e una sfida delicata. Il cervello è il nostro bene prezioso. Ma non dobbiamo arrenderci e io voglio condividere la mia battaglia per poterla vincere con chi mi sta vicino, segue il mio percorso e mi sostiene».

Una pagina Facebook nata dal dolore che punta a dare forza e sostegno per affrontare la vita che riserva sempre delle sorprese.

di alessandra.toni@varesenews.it
Pubblicato il 12 giugno 2018
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