Moda italiana nel mondo, un business da 51 miliardi

La Lombardia con 13 miliardi di euro rappresenta più di un quarto del totale italiano. Oltre a Milano, in crescita Bergamo, Lodi e Cremona

Avarie

Moda “made in Italy” nel mondo? Per sapere dove va, quali sono i maggiori mercati e da dove parte l’export italiano: “La moda italiana nel mondo – Italian fashion in the world”, realizzata dalla Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e da Promos, la sua azienda speciale per le attività internazionali. La mappa, disponibile in italiano e inglese, è scaricabile dal sito Promos .
Moda, un export italiano da 51 miliardi: tra abbigliamento, accessori e calzature, +4,6% rispetto all’anno precedente. Emerge da elaborazioni della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati Istat, anni 2017 e 2016. In particolare nel 2017 sono aumentate le esportazioni di borse (+8,1%) con 10,9 miliardi, di camicie, T-shirt e biancheria intima (+7,1%) con 3,4 miliardi di euro, di maglieria (+6,3%) con 3,2 miliardi, di pellicceria (+14,3%) con 368 milioni di euro. In crescita anche passamanerie e bottoni con 211 milioni euro e tappeti e moquette con 177 milioni (+6% ciascuno). I 3 maggiori partner italiani sono: Francia (10,3% del totale), Germania (9,2%) e Svizzera
(8,6%, +17,5%).

E se la Francia è il principale partner per gli articoli di abbigliamento, per maglieria, tappeti, calzature e pellicce, Hong Kong eccelle per abbigliamento sportivo, la Germania è prima per tessuti e per camicie, T-shirt e intimo, la Svizzera per borse e pelletteria, gli Stati Uniti per biancheria per la casa, la Romania per filati, passamanerie e bottoni. In crescita: Cina (+14%), Russia (+13,1%) e Repubblica Ceca (+11%) ma vanno forte anche i filati in Tunisia, i tessuti in Albania, i tappeti in Messico, i bottoni in Sri Lanka, la biancheria per la casa in Qatar, la maglieria in Canada, le scarpe e le borse in Corea del Sud.

I maggiori esportatori italiani? Milano, Firenze e Vicenza. Milano protagonista della moda italiana con un settimo circa del totale nazionale e una crescita del +6,4%. È seguita da Firenze (10,6% del totale, +9,7%) e da Vicenza (8,8%, +2,8%). Seguono Treviso, Prato, Reggio Emilia, Bologna, Como, Verona, Biella e Bergamo.

Lombardia protagonista della moda con quasi 13 miliardi di export rappresenta più di un quarto del totale italiano. Oltre a Milano, leader in Italia, tra i primi 20 posti ci sono anche Como 8°, Bergamo 11°, Varese 16°, Mantova 18° e new entry Brescia al 20°. In forte crescita oltre a Milano, Bergamo (+5,8%), Lodi e Cremona (+5% circa). La Lombardia per peso sul totale nazionale si distingue in biancheria per la casa, tappeti, passamanerie, pizzi e dove rappresenta il 44% e in tessuti (37,4%). Tra le province, oltre a Milano, medaglia d’oro per abbigliamento in generale, biancheria per la casa, tappeti, passamanerie e pellicce, si distinguono Mantova prima per maglieria, Como seconda per tessuti, Bergamo e Brescia terza e quarta per filati, Bergamo seconda per biancheria per la casa, tappeti e passamanerie.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 giugno 2018
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