Il sentiero delle Tre Croci

L'undicesima uscita con Teresio Colombo. Un'immersione nella botanica di casa nostra

L\'XI uscita con Teresio

Il giorno giovedì 17 maggio alle ore 9.10 ci troviamo per la decima uscita con Teresio davanti alla Pensione Irma che insiste, nonostante gli incendi, sopra il Massiccio Campo dei Fiori.

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Le osservazioni botaniche si effettuano lungo il sentiero che porta in salita alle Tre Croci e successivamente al Belvedere.

Questa mattina, nonostante l’umidità notturna, il sole comincia già a riscaldare. Ci incamminiamo verso il Grand Hotel Campo dei Fiori, capolavoro Liberty italiano dell’architetto milanese Giuseppe Sommaruga, ingiustamente dimenticato. Iniziando la salita verso il Monte Tre Croci incontriamo il Geranio comune, Geranium molle L., con i suoi fiori viola chiaro. La specie con l’epiteto “molle” deriva dall’aggettivo latino “mollis” che significa morbido. La pianta, infatti, è coperta di peluria che la rende morbida al tatto.

Lungo la scalinata che porta alle Tre Croci osserviamo una Peverina a foglie strette, Cerastium arvense L., dal bellissimo fiore bianco. Il genere è molto utilizzato nei giardini. Le specie più diffuse, secondo il mio parere, sono il Cerastium tomentosum e il Cerastium biebersteinii: quest’ultima più vigorosa è endemica della Crimea. Entrambe formano in primavera dei bellissimi cuscini sui muretti. Sulla roccia insiste il Falso bosso, Polygala chamaebuxus L., dai bellissimi fiori che presentano due ali colore viola e la carena gialla. La carena rappresenta i due petali anteriori che, uniti, ricordano la struttura della chiglia di una nave. Ci sono anche fiori di questa specie con ali bianche.

Mentre saliamo, nel fitto bosco domina una scultura ricavata dalla roccia: è il monolite di Edoardo Caravati (1866-1930), un carpentiere edile che lavorava nel cantiere per la costruzione della funicolare e dell’Albergo del Campo dei Fiori. Nei ritagli di tempo, con martello e scalpello creò delle vere opere d’arte. Probabilmente fu influenzato dall’Art Nouveau e dallo stile Liberty che caratterizzarono l’arte e l’architettura a Varese in quell’epoca. Nell’area boscata è presente anche il Presepe.

Per chi non lo sapesse, il Caravati ha realizzato diverse opere nel territorio del Parco Campo dei Fiori:
-il Crocefisso con le tre Marie collocato presso il cancello d’entrata dell’Osservatorio Astronomico Schiaparelli;
-il volto di Cristo in Via Moriggi a Santa Maria del Monte;
– il Sass dul Signur posto a circa 800 metri di quota sul sentiero che da Luvinate porta al Campo dei Fiori;
-altre sculture semi nascoste che andrebbero indicate con cartelli.
Successivamente in una chiaria di cresta guardiamo attentamente un Ranuncolo montano, Ranunculus montanus Willd. Sulla roccia quasi a strapiombo, dalla quale si apre una panoramica sulle Montagne alpine lombarde e svizzere, è presente la Genziana di Koch, Genziana kochiana E.P. Perrier – Songeon. Sul prato vicino alla roccia vegetano anche diversi esemplari di Orchide Maschia, Orchis mascula L., e le Vedovelle dei prati, Globularia punctata Lapeyr, con i graziosi capolini sferici di colore viola; si distingue anche la Cornetta guainata, Coronilla vaginalis Lam., dalle infiorescenze ad ombrella con fiori gialli profumati. Le foglie sono ovate con una fogliolina cuoriforme all’apice. Questa specie è molto simile allo Sferracavallo comune, Hippocrepis comosa L., che si differenzia per le foglie ellittiche e obovate – cioè di forma ovale – aventi però la parte stretta in basso, verso il rachide.

L’Erba limone comune, Melittis melissophyllum L., con i suoi grandi fiori profumati e dalle foglie simili alla Melissa officinalis L. (n.d.r.: nella fotografia purtroppo i fiori non sono ancora aperti) si accompagna alla Dafne odorosa, Daphne cneorum L., anch’essa dai fiori profumati, colore magenta. Andando avanti, al lato del sentiero, incontriamo il suo parente il Fior di stecco, Daphne mezereum L.. Questa dafne è sfiorita da molti giorni e si presenta ora con le bacche verdi, che diventeranno rosse a maturità.
Sotto ai prugnoli incontriamo dei funghi, tutti di colore bianco crema. Questo fungo si chiama Prugnolo o fungo di San Giorgio, Calocybe gambosa (FR.) Donk, 1962, è saprofita, cioè si nutre di materia organica morta in decomposizione. Questa specie che cresce in primavera ha una consistenza carnosa dall’odore della farina lievitata, e oggi rischia il pericolo di estinzione. Qua e là ci sono delle Listere maggiori, Listera ovata (L.) R. Br., con le due foglie ovate e opposte. Le infiorescenze di queste orchidee portano dei fiori che vanno dal giallo al verde, con un appariscente labello bifido (biforcato) e pendente.
La Paeonia officinale, Paeonia officinalis L., pianta perenne emerge con fiori le cui grandi corolle, colore magenta, spiccano nel verde delle sue foglie composte e lucide. Alla fine della nostra passeggiata spunta quasi sulla strada militare una strana orchidea, il Nido d’uccello, Neottia nidus-avis (L.) Rich. Questa pianta erbacea priva di clorofilla, perenne, saprofita, presenta un fiore di colore giallo-bruno con tre tepali esterni e due interni conniventi a formare un cappuccio, mentre il sesto tepalo costituisce il labello con la parte terminale biloba. Questa orchidea vive in simbiosi mutualistica con un fungo (Rhizomorpha neottia) fissato alle sue radici così intrecciate da formare una specie di nido d’uccello, da cui il nome del genere “neottia” che significa appunto nido.
Scattiamo l’ultima foto alla Rosa alpina anche se radicata dietro la recinzione della zona militare. Questo bellissimo arbusto cespuglioso è poco spinoso, infatti generalmente le spine si trovano alla base della pianta. Il fiore di questa specie è costituito da 5 petali di colore rosa o rosa scuro fino al rosso con numerosi stami gialli, che esplodono come un fuoco d’artificio. Chiudiamo il giro riportandoci davanti alla Pensione Irma.

(testo Giovanni Pinesso, foto Milena Gandini)

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 giugno 2018
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