Si masturba e urina sulla porta della vicina, sessantenne a processo

Suonava il campanello e scappava lasciando porcherie e biglietti osceni. I carabinieri mettono le videocamere e nei filmati c’è di tutto

Avarie

«Ero in casa da un’oretta e ad un certo punto ho sentito uno strano odore. Ho notato del liquido che entrava in casa da sotto la porta. Era urina».

La prima volta quella donna non pensava potesse essere vero. Poi i fatti si sono ripetuti con altre minzioni seguite da messaggi vergati a mano, biglietti dai contenuti irripetibili. E non è finita: oltre all’urina, anche sperma è stato trovato sulla sua porta blindata dell’appartamento in una casa di Bizzozero, a Varese.

La signora non sapeva più che fare: quei fatti le stavano cambiando la vita. «Ma che vogliono da me?».

Siamo nell’autunno del 2013 e l’unica cosa da fare è stato rivolgersi ai carabinieri che hanno cominciato a curare i movimenti dei condomini. I militari si sono soffermati sulle abitudini di un sessantenne che di fatto è risultato non risiedere in quell’appartamento dove invece abita la moglie.

Così i militari hanno messo le videocamere. E sulle registrazioni si vedrebbe di tutto: lui che esce di casa, si abbassa le mutande e si masturba lasciando sporco sulla porta della donna, in un’occasione anche il figlio sarebbe coinvolto, facendo da “palo” al padre e tenendo sotto controllo il pianerottolo per accertarsi che nessuno sarebbe arrivato.
Tutto questo è stato raccontato oggi di fronte al giudice.

Ma perché questi atti nei confronti di questa famiglia, con anche anziani in casa e che ha costretto la donna a sporgere denuncia per atti osceni e stalking?

Saranno forse le prossime fasi del processo a fare chiarezza sull’accaduto e nel frattempo il pubblico ministero ha chiesto una perizia graficotecnica sui biglietti lasciati sullo zerbino e anche in ascensore, oltre all’escussione di un carabiniere che ha indagato sulla vicenda.

Il processo è stato rinviato al 27 settembre alle ore 11.

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Pubblicato il 14 giugno 2018
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