“Sugli Airbnb c’è un problema di regole: devono essere uguali per tutti”

Frederick Venturi, presidente di Federalberghi Varese, parte da questo presupposto per commentare il difficile rapporto tra tradizionali strutture ricettive e le case private in affitto sulla piattaforma

Frederick Venturi

«Partiamo dal presupposto che io vorrei che le regole fossero più facili per tutti ma se questo non è possibile che almeno siano per tutti uguali».

Frederick Venturi, presidente di Federalberghi Varese, parte da questo presupposto per commentare il difficile rapporto tra tradizionali strutture ricettive e le case private in affitto su Airbnb.

«Le regole per chi fa attività di accoglienza come noi, sono tante e sono complicate così come gli adempimenti e la tassazione – spiega Venturi -. Sulla piattaforma di Airbnb, invece, può accedere chiunque e il consumatore non sa chi è in regola e chi no e nemmeno se ci sono garanzia sulla sicurezza».

Abbiamo chiesto al presidente di Federalberghi un commento sul fenomeno degli Airbnb dopo che abbiamo realizzato una mappatura completa degli annunci presenti sulla piattaforma in provincia di Varese, dalla quale risulta più di 1600 case in affitto per il turismo.

Federalberghi, insieme a Varese Convention and Visitors Bureau, lo scorso settembre avevano commissionato uno studio e organizzato un convegno proprio su questo tema.

«Il problema spesso sono i controlli – conclude Venturi -. Chi come noi fa questo lavoro deve fare fronte ad una burocrazia incredibile, trasmettere dati a Questura ed enti preposti. Invece, di contro, ci sono affittuari fantasma che danno ospitalità semplicemente iscrivendosi alla piattaforma. Questo crea squilibri concorrenziali e ad oggi il Governo non si è mosso per regolamentare ed imporre limiti a questi grossi portali online. Ripeto: io sono per semplificare la vita a tutti, però che si per tutti non solo per alcuni».

«I numeri, invece, ci raccontano di centinaia di luoghi in affitto irregolarmente perché fino ad ora sono sfuggiti al fisco e agli obblighi di segnalazione degli ospiti, che alberghi e strutture regolarmente iscritte sono tenute a fare in questura giornalmente mentre gli Airbnb non professionali no».

«Tanti che appaiono come alloggi gestiti da privati – conclude il presidente -, in realtà, hanno avviato delle vere e proprie attività economiche che non sono sottoposte a controlli come tali»

di tomaso.bassani@varesenews.it
Pubblicato il 14 giugno 2018
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