In via Manzoni si cena sotto alle lampade Fazzini

L'allestimento della "via coperta" in centro storico, voluta dal Distretto del Commercio, è stato completato domenica, nella via che sta vivendo già una stagione di novità. E ora spunta anche un evento speciale: una cena all'aperto, sugli arredi speciali proposti da Parasacchi Home

Le lampade di via Manzoni

Il desiderio di rilanciare una delle vie più rappresentative del centro storico, di riempire di gente le sere dell’estate gallaratese e il coinvolgimento di storiche aziende del territorio nel progetto di rinascita di Gallarate. L’installazione di ottanta lampade in via Manzoni, firmata dal Distretto Urbano del Commercio insieme a Fazzini, racchiude tutto questo.

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Da metà giugno e fino a settembre, un “serpentone volante” fatto di luci e di preziosi tessuti dalle mille fantasie illuminerà da piazza Guenzati fino a via Postcastello questo angolo del salotto buono cittadino, regalandogli dalle 20.30 alle 2 del mattino un aspetto magico, unico nel suo genere.

Claudia Mazzetti, nella doppia veste di presidente del DUC e di assessore alle Attività produttive, è la “regista” di questa iniziativa. Dopo l’albero di Natale di 15 metri a cascata sulla fontana di piazza Libertà, dopo il cielo di ombrelli in via Mazzini e dopo i palloncini a forma di cuore in piazza Ponti, ancora una volta la città dei Due Galli sceglie l’originalità per creare l’effetto “wow” capace – questa è la speranza – di attirare visitatori anche da tutto il Varesotto.

Un allestimento nato guardando a Parigi, spiega Mazzetti: «La mia ricerca è partita da qui ed è terminata quando mi sono “imbattuta” in una foto di Parigi, o meglio del Marais, il quartiere delle gallerie d’arte: ritraeva delle lampade sospese in aria e con quella foto mi sono presentata dallo “storico” installatore degli addobbi natalizi, bravissimo nel trasformare una semplice immagine in un’opera che chiunque potrà ammirare per tutta l’estate».

La scelta  del Distretto – rappresentato anche dal manager Paolo Martinelli e da Marco Introini e Gianfranco Ferrario di Ascom – è ricaduta su una strada che, a giudizio dell’amministrazione, ha bisogno di una spinta per tornare agli antichi splendori e che proprio in questi ultimi mesi sta dando segnali di una certa vivacità (ne parlavamo ieri qui).  Una volta studiata e realizzata la struttura portante delle lampade si è passati al rivestimento: «Pensare a Fazzini è stato quasi automatico. Si tratta infatti di una azienda leader nella produzione di biancheria per la casa, guidata dalla storica famiglia gallaratese Fazzini. La nostra idea è piaciuta e ne è subito nata la collaborazione. Abbiamo scelto il tessuto e non altri materiali, perché Gallarate era la culla del tessile e le stoffe utilizzate sono un richiamo alla nostra storia e un ritorno alle nostre origini».

I tessuti della nostra tradizione

«La nostra città – sottolinea Maria Alberta Zibetti, anima creativa di Fazzini – ha avuto momenti di grande splendore che sarebbe bello rivivere. Proprio a ridosso di via Manzoni, sorgeva la casa dove è nato Andrea Ponti, un gigante, che tanto ha fatto per Gallarate. Noi siamo “piccoli” ma sentiamo il dovere di ispirarci a lui, contribuendo al rilancio del centro storico e di tutto il tessuto cittadino». Da qui la scelta di mettersi in gioco insieme al Distretto Urbano del Commercio, puntando sull’utilizzo di materiali simbolo di quella tradizione tessile che, nel secolo scorso, ha portato fama e benessere ai Due Galli. «Abbiamo selezionato dei rasi in puro cotone e lino. Sono tessuti, appositamente trattati, che noi utilizziamo e che solitamente vengono usati per le coperture delle abat jour». L’intonazione dei tessuti è stata improntata alla «sobrietà» tipica di Gallarate: «I colori sono stati selezionati in modo da non risultare né troppo scontati né troppo esagerati: il risultato riteniamo sia una giusta via di mezzo. E’ stata poi presa in considerazione anche la colorazione degli immobili della zona, ad esempio le tonalità di rosa corrispondono a quella delle case gallaratesi. Insomma, abbiamo cercato di non lasciare nulla al caso, perché a noi a questa collaborazione con il Comune teniamo molto e anzi speriamo sia solo l’inizio di un percorso condiviso che abbia sempre come scopo quello di riportare Gallarate ai fasti di un tempo».

gallarate generico

L’ingegno gallaratese

Dunque l’estate 2018 sarà da vivere sotto le luci di via Manzoni. Girando per vetrine, mangiando un gelato o andando a cena. Non solo nei ristoranti ospitati dai cortili e sulla via ( Manzoni, Lomitos, take, Radici, Corte del re), ma anche in un’occasione particolare: «Giovedì 28 giugno – anticipa l’esponente della giunta di centrodestra – organizzeremo in via Manzoni una cena sotto le lampade. Parteciperanno i cinque ristoranti e la gelateria della via e soprattutto potremo contare sulle ormai celebri bobine di arredo di Parasacchi Home».

Luisa Parasacchi, da parte sua, ha accettato con entusiasmo l’invito a entrare in squadra: 1La mia risposta è subito stata “assolutamente sì”. Ritengo infatti importate e soprattutto utile la collaborazione tra pubblico e privato quando i progetti sul campo possono portare vantaggi ad entrambi. E’ giusto che il Comune coinvolga, come sta facendo, le aziende locali: per quando ci riguarda siamo e saremo al servizio della città».

Così come Fazzini, anche Parasacchi ha solide radici gallaratesi ed è leader nel proprio settore, quello della produzione della bobine in materiale plastico. Le stesse bobine che, da un’intuizione proprio di Luisa Parasacchi, sono diventate un complemento di arredo, utilizzabile in mille modi differenti. «Abbiamo trasformato un prodotto industriale in qualcosa di carino, fashion, in un prodotto di design. Abbiamo insomma usato l’ingegno che nel secolo scorso ha guidato i capitani delle industrie gallaratesi e che adesso è alla base di queste iniziative realizzate dall’amministrazione comunale». Le sedute per la cena del 28 giugno – comode poltrone imbottite – sono state create appositamente in collaborazione con l’architetto Giorgio Caporaso: «Quando mi hanno proposto l’idea ero a Milano per un appuntamento. Sono rientrato subito, sono entusiasta di questa idea, diventa quasi un salotto longitudinale, una casa aperta e accogliente come è sempre stata Gallarate». Come entusiasti sono, già in questi giorni, tanti frequentatori del centro di Gallarate, ad ammirare le lampade e a scattare l’immancabile foto con lo Smartphone. «Mi piaceva anche questo: che le persone alzassero lo sguardo in alto», conclude Maria Alberta Zibetti.

 

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 12 giugno 2018
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