Accordo fatto: nessun licenziamento in Fedex

Dopo una trattativa fiume al Ministero del Lavoro si è raggiunto un accordo tra Fedex e sindacati che evita i 361 licenziamenti previsti dalla riorganizzazione aziendale

fedex

Non ci sarà nessun licenziamento. Si è concluso nel miglior modo il lungo braccio di ferro tra FedEx e sindacati sulla riorganizzazione aziendale che avrebbe causato 361 licenziamenti. La notizia si è diffusa in serata dopo una trattativa ad oltranza al Ministero del Lavoro a Roma.

«Sono scongiurati i licenziamenti e fermati i trasferimenti per tutti gli addetti e le addette, attraverso ricollocazioni all’interno del perimetro aziendale e nelle stesse aree a partire dalla Lombardia, dal Piemonte e nel Mezzogiorno ed esodi volontari incentivati» affermano Giulia Guida, segretaria nazionale della Filt Cgil, e Antonio Pepe della Filt Cgil in un’intervista alla Adnkronos. L’accordo raggiunto prevede anche paletti stringenti come il divieto di subappalto e il rispetto pieno del contratto nazionale Logistica Trasporto, Merci e Spedizione.

Sventati i licenziamenti ora ci saranno nuovi incontri tra l’azienda e le rappresentanze dei lavoratori per arrivare ad una riorganizzazione aziendale prevista entro aprile 2019.

La mobilitazione dei lavoratori di FedEx aveva coinvolto in misura massiccia anche Malpensa per le motivazioni spiegate in questa intervista.

 

TUTTI GLI ARTICOLI SULLA VICENDA

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 luglio 2018
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da Felice

    Una delle rare volte in cui combattere per il proprio posto di lavoro e per la dignità è cosa buona e giusta, contro le logiche folli e suicide del mercato globale alla ricerca del risparmio a tutti i costi e di una concezione della vita dove ci vorrebbero tutti schiavi.

Segnala Errore