Presa d’assedio la Rocca dei fantasmi

Protagonista il castello che sovrasta l’intera Valcuvia, oggetto lo scorso weekend di una visita da parte di centinaia di ragazzini e delle loro famiglie

La Rocca di Orino

Una cosa non vera ripetuta tante volte fa una mezza verità, e quindi lo chiariamo subito: a Orino non ci sono i fantasmi.

Sebbene in passato vennero animate diverse leggende circa la presenza di entità spiritiche sulle mura e nel sentiero che porta alla fortezza medievale derivata da un antico castrum romano, nulla di questo è vero.

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Però in molti hanno creduto a questa leggenda partecipando un po’ per gioco, un po’ per curiosità alla visita guidata proposta dai giovani del Fai, Fondo ambiente italiano che domenica scorsa hanno accompagnato oltre 150 fra bambini e genitori in questo avamposto militare utilizzato per controllare le vie di transito in uno scacchiere che vede la Valcuvia come principale direttrice per l’accesso alla Svizzera e viceversa una strada che se superata apre gli orizzonti della Pianura Padana e della sua capitale, la città di mezzo, Milano.

La conservazione delle mura, delle due torri e del mastio è ancora buona e anzi una ristrutturazione negli anni passati ha consentito di mantenere questa fortezza ora privata – la proprietaria è la famiglia Mascioni – in realtà a disposizione del pubblico, che dopo una salutare passeggiata negli antichi boschi di castagno può ancora respirare l’aria fina del passato, e spesso solcare le mura per curiosare cosa nasconda l’interno di un vero e proprio castello.

E così è stato grazie all’impegno di giovani ciceroni che hanno illustrato tre giorni fa ai tanti ragazzini appassionati di storia, i tanti impieghi di questa fortificazione, appunto da accampamento stabile romano a guarnigione di Milano e delle sue signorie fino al Secolo Breve, contornato di episodi legati alla presenza e al passaggio, da queste parti, di reparti militari in rotta prima, repubblichini e partigiani poi.

Soddisfatto il sindaco Cesare Moia, che rappresenta una struttura di volontari del paese che hanno saputo gestire l’evento.

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Pubblicato il 04 luglio 2018
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