Bancarotta fraudolenta, nuovi guai per Mirko Rosa

Il sostituto procuratore Nadia Calcaterra ha chiuso anche il troncone che riguarda la società proprietaria dei negozi a marchio Mirko Oro. Buco da oltre un milione di euro

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Il sostituto procuratore bustocco Nadia Calcaterra ha chiuso le indagini per la bancarotta fraudolenta della “Rosa Ovaldo”, la società intestata al papà dell’ex-re dell’oro Mirko Rosa, arrestato nel giugno del 2015 per evasione fiscale, ricettazione e false fatturazioni e condannato insieme al resto del gruppo in Cassazione.

Nadia Calcaterra Federico Ninni Gianluigi Fontana

La Rosa Ovaldo era la società principale, una ditta individuale intestata al papà del noto personaggio e della quale è stato riconosciuto come socio occulto. Il creditore principale è lo Stato a cui Rosa e la sua famiglia devono un sacco di soldi di tasse non pagate ma ci sono anche creditori privati come fornitori e dipendenti che rivendicano ancora gli stipendi. In tutto si tratta di una cifra che supera il milione di euro. Le attività della società erano i negozi compro oro sparsi in Lombardia e Veneto.

Ai Rosa viene contestata anche la distrazione dei negozi, un milione di euro di crediti che vantava nei confronti della madre ma mai riscossnon tenuta in modo corretto. Padre e figlio rischiano una pena tra i 3 e i 10 anni di carcere.

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di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 10 luglio 2018
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