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Calci alla gola per una lite di confine: rinviato a giudizio

I fatti risalgono a un anno e mezzo fa. Oggi l’udienza preliminare che ha deciso il processo per il prossimo 3 dicembre

repertorio tribunale varese

Questioni di confine tra vicini d’azienda in Valcuvia: finisce a calci in gola, con una denuncia ai carabinieri prima, una degenza ospedaliera di oltre quaranta giorni, poi.

E ora un processo in programma per il prossimo autunno con un uomo accusato del reato di lesioni gravi.
La parte offesa, difesa dall’avvocato Corrado Viazzo, è un noto ristoratore di un locale lungo la strada statale 394 al confine fra Cuveglio e Rancio Valcuvia.

I fatti avvengono il 27 febbraio del 2017 quando i due, entrambi sessantenni, hanno un bisticcio per una questione di confine. Ne nasce una discussione e i toni si accendono per questioni che si trascinano da tempo.

Sta di fatto che avviene un contatto fisco pesante: una prima dinamica, che verrà ricostruita nel corso del dibattimento, parla di un calcio alla gola sferrato, sembra, dall’alto di un mezzo agricolo.

Un colpo violento, che produce alla vittima, 63 anni, la frattura chiusa di laringe e trachea, oltre ad un trauma al collo con frattura della cartilagine tiroidea e dell’osso ioide.

L’uomo viene portato al pronto soccorso dell’ospedale di Varese e viene dimesso un mese dopo, a fine marzo ’17, per proseguire la degenza a casa, dove è rimasto nell’impossibilità di di poter svolgere la propria occupazione per un periodo superiore ai 40 giorni.

Il pubblico ministero Massimo Politi ha chiesto il rinvio a giudizio contestando anche l’aggravante del danno permanente.

La richiesta del pm è stata accolta nell’udienza di oggi di fronte al giudice per l’udienza preliminare Giuseppe Fertitta: il processo si celebrerà il prossimo 3 dicembre di fronte al giudice Cristina Marzagalli.

L’imputato è difeso dall’avvocato Fabio Margarini.

di andrea.camurani@varesenews.it
Pubblicato il 11 luglio 2018
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