Il cammino si veste di giallo

Da Palas de rei ad Arzua una tappa di oltre 28 km che avvicinano sempre più a Santiago

Generico 2018

Sbuffo e fatico nell’ultimo tratto di salita sotto lo scoppio del sole. 

Un ragazzino mi guarda e mi indica: “Otro hombre con la camiseta amarilla”. È contento di vedermi con una maglietta gialla simile a quella che indossa lui e chi gli sta vicino. 

Lo guardo e, tutto sudato con la lingua di fuori, gli sorrido. Fa parte di di un’associazione con persone con disabilità. Si sono fermati sotto l’unico albero per avere un po’ di ombra intanto che prestano le cure a due di loro a cui sta uscendo il sangue dal naso. 

Lungo queste ultime tappe è un continuo incontrare gruppi organizzati di ogni età e tipologia. Questa mattina abbiamo ritrovato il sacerdote che aveva celebrato la messa a Portomarin insieme a tanti giovani italiani. Poco più avanti il gruppo di diciassette frati con diversi giovani provenienti dalla Marche. Poi un grande gruppo di adolescenti spagnoli che avevano pernottato nel nostro stesso Hostel, il San Marcos a Palas de rei. 

Una cosa è certa, lungo il cammino non ci si perde perché la via sembra una processione. La strada comunque è molto bella. Quasi mai su asfalto, se non per attraversare i piccoli borghi che si incontrano. Fa eccezione Melide che è una cittadina e per attraversarla ci vuole quasi un’ora, tanto più se ci si ferma a visitare la chiesa di San Pedro. 

Usciti si incontrano Boente e Castaneda fino a Ribadiso dove si trova un antico ponte medievale che supera uno dei tanti fiumiciattoli. La strada passa in mezzo a diversi boschi e per brevi tratti si cammina sotto gallerie naturali con protagoniste le grandi querce. Le case, i granai dalle forme molto particolari, le fontane e le classiche statue raffiguranti San Giacomo scandiscono un pezzo di Galizia attraversata da decine di migliaia di persone ogni mese ad eccezione del periodo invernale. 

Lungo la strada, ad eccezione della natura e di due ponti molto belli, non si incontrano monumenti particolari. 

La tappa di oggi purtroppo è stata difficile per Costantino, ma soprattutto per Thomas che ha una caviglia gonfia e con problemi. Ieri ha preso materiali per una fasciatura, ma la situazione è peggiorata. Speriamo che la sosta rigeneri la condizione, se non ottimale, almeno per fare le ultime due tappe. 

L’arrivo ad Arzua è un po’ una delusione, perché la cittadina di quasi settemila abitanti è il punto di riferimento di un’area vasta, ed è attraversata da una strada molto transitata. Gli ostelli si trovano quasi tutti in grandi palazzi lungo la Via centrale. 

Oggi ho ritrovato una condizione fisica veramente buona e sono andato avanti rispetto al gruppo facendo un po’ di attività di scouting e così ho trovato una villetta che dal 2015 è stata trasformata in ostello. 

Enrique, il proprietario, ci accoglie con molto calore e ha una stanza con otto letti giusti per noi. La struttura ha venti posti con l’uso della cucina e così approfittiamo per organizzare una cena tutti insieme. 

Siamo scesi sotto i 40 chilometri a Santiago. Domani penultima tappa e tutti si inizia a progettare il rientro. Giampaolo e Sabrina sono gli unici che proseguiranno a piedi fino a Finistere. 

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Pubblicato il 10 luglio 2018
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