Una casa per i genitori separati e in difficoltà economica

Finanziata da Ats e Comune di Somma, realizzata in un vecchio edificio ristrutturato a fondo, avrà alloggi di diverso "taglio". La fine lavori prevista entro fine anno

Somma Lombardo generiche

Una casa per i genitori divorziati e che, dovendo badare anche a uno o più figli, sono in difficoltà economica. Nasce a Somma Lombardo, con un progetto che si prende cura di un “segmento” fragile della popolazione ma che punta anche a riqualificare un pezzo di città – di proprietà pubblica – che si trova appena ai margini del centro storico e in un’area comunque centrale.

Il progetto “Energie solidali” nasce dal Comune di Somma, che ha scelto uno stabile comunale per partecipare ad un bando della Ats Insubria (la vecchia Asl, per dirla in termini comprensibili). «Il bando è stato fatto nel 2016, abbiamo sottoscritto l’accordo nell’autunno del 2017, a febbraio sono partiti i lavori» spiega Stefano Alipradini, l’assessore ai servizi sociali del Comune di Somma Lombardo.Il bando – che impiega risorse di Regione Lombardia – prevedeva diverse categorie di possibili beneficiari dei nuovi alloggi: l’amministrazione di Somma, guidata dal sindaco Stefano Bellaria, ha scelto di destinare i nuovi spazi a “coniugi separati o divorziati in condizione di disagio socio-economico con figli” oppure a “famiglie monogenitoriali con figli minori”.

L’edificio prescelto è quello di via Fuser, uno stabile comunale un po’ datato, che dagli anni Cinquanta ha ospitato ogni genere di funzioni (in origine un istituto professionale, poi il liceo, poi alcuni alloggi d’emergenza e il Centro Socio Educativo) e che necessitava di lavori di ristrutturazione profonda. «Il progetto prevede di realizzare cinque appartamenti: due alloggi da tre persone, uno da due persone, due per una persona. Saranno appartamenti destinati ad accompagnare verso soluzioni abitative individualizzate e saranno vincolati per 20 anni a questa destinazione».

Somma Lombardo generiche

L’intervento sull’edificio non si è rivelato agevole e la scoperta di alcune magagne (come parti in amianto, impreviste, ovviamente da rimuovere) ha richiesto un allungamento dei tempi del cantiere, che pure ora sta viaggiando. Per il Comune è un impegno economico significativo: Ats mette 200mila euro di fondi regionali, ma il Comune ha stanziato – per la sua quota – altri 280mila euro, per completare l’intervento dal valore complessivo di 480mila euro. Oltre al valore sociale, il cantiere dà anche un nuovo volto a un pezzo di città che è appena ai margini del centro e che era un po’ marginale: «Anfass ha già recuperato la parte riservata alle associazioni (a destra nella foto qui sopra, ndr). Con il Cse, le sedi delle associazioni, gli alloggi di Energie Solidali abbiamo un pezzo del centro città che verrà recuperato» spiega ancora Aliprandini. Dopo gli intoppi trovati in corso d’opera, la previsione di completamento è per la fine dell’anno 2018.

L’intervento conferma anche l’importanza, per i Comuni, di lavorare sulla progettazione degli interventi per intercettare le risorse che vengono dai bandi, che ormai sono il metodo standard per ripartire risorse da enti superiori. In questo senso Somma sta lavorando anche con i fondi del progetto Revolutionary Road, che riunisce diciotto Comuni degli ambiti di Gallarate e Somma, coinvolge in rete associazioni locali e prevede il contributo di Fondazione Cariplo. Tra le azioni previste, anche quelle sul fronte abitativo. «È un bisogno, quello della casa, che è in crescita: la perdita del lavoro da parte di tante persone in questi anni di crisi economica ci ha portato a gestire numerosi sfratti» dice ancora Aliprandini. «Il Comune non ha la forza per offrire soluzioni a tutte le persone in difficoltà, per questo è importante che le persone si attivino per trovare nuovi percorsi». Uno di questi – su cui si sta iniziando a lavorare – è la formula del co-housing, della condivisione dell’alloggio da parte di più persone con storie differenti, «rimaste senza risorse o senza rete familiari di supporto». Sul co-housing si sta ragionando sull’esempio di realtà già avviate come quelle in Toscana, presentate in un incontro nella primavera scorsa a Casorate Sempione, il paese confinante molto attivo in Revolutionary Road.

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 13 luglio 2018
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