“Caso telecamere”, la maggioranza conferma l’assessore Caruso

Il Pd aveva presentato mozione di sfiducia, dopo che erano emersi i dati sulle telecamere di videosorveglianza non disponibili. Maggioranza compatta, solo Libertà per Gallarate chiede un chiarimento ulteriore

La nuova giunta di Andrea Cassani

L’assessore Francesca Caruso ha ancora la fiducia della maggioranza di centrodestra. Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e gli “eretici” di Libertà per Gallarate (insieme a Gallarate 9.9) hanno respinto infatti la mozione di sfiducia presentata dal Partito Democratico.

La mozione prende le mosse dal “caso telecamere”: il sistema di videosorveglianza di Gallarate ha già di un problema, l’assessore aveva risposto in commissione, il Pd considerava reticente – se non scorretta – la replica di Caruso, specie alla luce del successivo accesso alla centrale operativa della Polizia Locale (quella mattina risultavano non in servizio 21 telecamere su 49).

Il capogruppo Pd Giovanni Pignataro ha spiegato che la mozione «non è stata fatta a cuor leggero» e che poggiava non su una valutazione complessiva dell’operato di Caruso, ma più specificamente proprio sul caso delle telecamere (che secondo sindaco e centrodestra, invece, non c’è proprio). «Ci avesse detto che c’era un problema, l’avremmo accettato» ha detto Pignataro. «Ma non possiamo accettare che si dica che non ci siano problemi del tutto».

Caruso si è difesa ricostruendo gli «elementi di complessità» del sistema (che è vecchiotto e fin dall’origine fece discutere, paradossalmente per un caso sollevato dalla Lega allora all’opposizione della giunta di Forza Italia). E Caruso ha ribadito la lettura secondo cui gran parte dei problemi alle telecamere sono “transitori”, per così dire. «Le telecamere effettivamente rotte sono solo tre, non ventuno come detto dal Pd. In tutti gli altri casi il mancato funzionamento non corrispondono a realtà», trattandosi di «una situazione casuale dovuto all’obsolescenza degli impianti» (problemi di tensione, problemi di trasmissione wifi). «Si porrà rimedio con i finanziamenti richiesti a Regione e Stato». Sul piano politico ha rivendicato l’attenzione alla sicurezza rispetto al passato: «Questa amministrazione ha speso in due anni 26mila euro, a fronte dei 20.300 spesi nei primi due anni e mezzo dalla giunta Guenzani».

Con Caruso come detto si sono schierati il sindaco Andrea Cassani, Forza Italia e Lega. Anche il gruppo misto (Libertà per Gallarate, che siede in maggioranza ma con posizione a volte critiche) ha votato contro la sfiducia all’assessore ma ha chiesto chiarimenti sull’effettivo funzionamento dell’impianto. «Mi è poco chiara la situazione di queste telecamere e della funzionalità del sistema» ha detto Luca Carabelli. «L’assessore dice che quelle che non funzionano sono tre, Pignataro dice ventuno. La differenza di diciotto telecamere a cosa è dovuto?».

«Il tema è la funzionalità» ha ribadito Pignataro, che ha poi invitato i consiglieri di maggiorana: «Andate in Comando domattina alle 8, provate a vedere: quelle segnate in rosso (sulla schermata in comando, ndr) non ricevono immagini». Anche la civica Città è Vita ha votato per la sfiducia a Caruso: «Con l’amministrazione Guenzani s’investiva sul mantenimento del sistema. A partire dal 2016 invece non è stata più garantita assistenza al sistema, soltanto nell’aprile 2018 si è tornati a investire per il ripristino» ha fatto notare Sebastiano Nicosia. «Eppure ci sarebbero stati i fondi per garantire la continuità che invece è mancata» ha concluso Nicosia, ricordando ad esempio che si sono spesi 31mila euro per il rinnovo delle pistole degli agenti. Dai banchi delle minoranze, ha invece confermato fiducia a Caruso il consigliere Rocco Longobardi, che ha sottolineato in positivo le risorse stanziate.

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 05 luglio 2018
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