Cento chilometri a Santiago

Altra tappa lunga da Pintin a Portomarin. Ormai siamo agli ultimi giorni è il cammino si popola di migliaia di pellegrini che vogliono raggiungere la meta

Generico 2018

Descanso è una delle parole più presenti sul cammino. Con questa anche donativo.

La prima significa riposo e quindi la si apprende subito. La seconda è una condizione che di solito mette il pellegrino di fronte alla scelta di lasciare qualche euro per un servizio di cui usufruisce volontariamente. Ho trovato questa situazione una decina di volte in posti dove dormire, ma soprattutto dove mangiare.
Oggi ad esempio ci siamo fermati in una casa privata dove nella corte avevano imbastito una sorta di buffet a cui poi i padroni di casa avevano aggiunto diverse prelibatezze. Un modo di contribuire al cammino e al tempo stesso una forma di micro economia di sostentamento. 

Descanso è utilizzato come nome di albergue, bar e altri locali. Soprattutto dopo Leon, quando il numero dei pellegrini aumenta in modo significativo,  fa la sua comparsa e lo si incontra spesso. 

Oggi è la giornata del numero cento. Il cippo che riporta quel numero interrompe la classica serie posta a 500 metro uno dall’altro. Impossibile non fermarsi per una foto e qualche battuta. 

Le foto non si fermano qui però, perché è anche il giorno degli alberi secolari. Incontriamo un castagno di 800 anni e poi altre piante secolari. 

La tappa da Pintin a Portomarin è lunga oltre 28 chilometri, tutti immersi nella natura e nella campagna galiziana. Si attraversano paesi e minuscoli villaggi, ma l’elemento più forte riguarda le presenze umane. 

Già da Sarria si intuisce che da adesso in avanti il cammino assume un carattere diverso. 

Le ragioni sono diverse: per avere la Comportela occorre percorrere almeno gli ultimi cento chilometri e molte persone vogliono fare l’esperienza sul cammino e così scelgono l’ultimo tratto. Li riconosci subito. Ci sono quelli vestiti in modi improbabili che non resisterebbero due giorni sul cammino. Quelli che invece hanno zaini carichissimi, quelli che usufruiscono del servizio trasporti bagagli e tanto altro. 

Noi sei dobbiamo esser riconoscibili come pellegrini di lungo corso, perché in diversi ci indicano come veri pellegrini. 

Oggi è domenica e la prova del nove l’avremo domani, ma temo che ormai la pace di tante tappe possiamo dimenticarla. Sabrina, che è rientrata insieme a Thomas, lo esplicita direttamente il disagio della confusione e delle troppe persone. 

Arriviamo a Portomarin dopo le 15.  Dopo continuo sali scendi ci aspetta un’ultima salita con una scalinata ripida per entrare in paese. 

Questo, importante snodo del cammino dei pellegrini mille anni fa, ha poco più di cinquant’anni perché nel 1956 la parte storica venne completamente sommersa da un bacino artificiale. 

Con lo sviluppo del cammino Portomarin ha trovato un impulso forte che ha portato numerosi operatori a investire nel turismo. 

Per quel che riguarda il nostro gruppo, dopo tanto correre avanti a noi,  Fabrizio e Paolo si sono fermati e li abbiamo ripresi. Vedremo se il gruppo si compatterà. 

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di marco@varesenews.it
Pubblicato il 08 luglio 2018
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