G.L. Barone, con “Il settimo oracolo” si chiude la trilogia del Codice Fenice

E' uscito oggi il nuovo romanzo dell'autore varesino che ha appassionato migliaia di lettori con le sue avventure tra storia e scienza

Avarie

E’ uscito oggi “Il settimo oracolo”, nuovo thriller dell’autore varesino G.L.Barone.

Un nuovo thriller, il settimo per Newton Compton Editori, per lo scrittore di Saltrio che con “Il Settimo oracolo” chiude la trilogia del Codice Fenice, saga cominciata con “La settima profezia” (uscito a febbraio 2017) e “Il settimo enigma” dell’agosto 2017).

Con oltre 100.000 copie vendute, romanzi tradotti in dall’Australia agli Stati Uniti passando per Spagna, Portogallo e Sud America, G.L.Barone è ormai saldamente introdotto nel panorama editoriale nazionale ed internazionale, e non sembra intenzionato a fermarsi.

“Il settimo oracolo” è il settimo thriller che viene pubblicato dall’editore romano Newton Compton, noto per sapere coniugare libri di qualità a prezzi concorrenziali. Dopo il grande successo de “La cospirazione degli Illuminati” (2013), sono seguiti, con cadenza annuale, “Il sigillo dei tredici massoni” (2014), “La chiave di Dante” (2015), “I manoscritti perduti degli Illuminati” (2016) e, nel 2017, i primi due volumi della saga del Codice Fenice.

«”Il settimo oracolo” è il romanzo che i miei lettori aspettavano – spiega l’autore – È un libro con molta azione e avventura e la storia si svolge tra l’Italia, la giungla amazzonica, l’Egitto e la Russia. Come i thriller che lo hanno preceduto, dietro all’intreccio narrativo, ci sono però argomenti importanti. In questo libro parlo del rapporto economico tra i vaccini e le multinazionali che li producono. Affronto temi legati all’archeologia per arrivare ai più recenti esperimenti sul Dna umano».

«La ricerca è parte fondamentale dei miei romanzi. Tutte le mie storie si sviluppano su due livelli: quello più superficiale, la parte di fiction, l’intreccio narrativo, e quella più profonda che è invece la base storica, tecnologica e scientifica. Conoscere e indagare sul secondo non è strettamente necessario per divertirsi con il primo livello, tuttavia se il lettore si incuriosisce, alla fine di ogni romanzo inserisco sempre una nota, con link, bibliografia e tutte le informazioni che possano permettere a ciascuno di farsi la sua idea sul “mistero” di cui tratta il libro. Nel caso de Il settimo oracolo, la ricerca è stata abbastanza lunga perché ha coinvolto oltre all’esegesi religiosa, anche studi storici e scientifici che vanno dal processo di “Ominazione” fino al funzionamento dei Virus e dei Retrovirus. Sono stato aiutato da molti accademici ma anche da qualche teologo».

Libri che con le tecniche narrative dei capitoli brevi, degli argomenti misteriosi, dei personaggi da fumetto, hanno coinvolto in storie ricche di azione decine di migliaia di lettori in tutta Italia e nel mondo.

Protagonista di quest’ultimo romanzo, è un personaggio già noto ai lettori di G.L.Barone, Nigel Sforza, controverso ispettore dell’Interpol, abituato a muoversi ai margini dell’illegalità, ma con una sua integrità: «Lo abbiamo conosciuto nella Chiave di Dante, dove, tra un buona azione e un’altra, aveva trovato il tempo anche per intascare una tangente milionaria. Sforza è un personaggio che starebbe benissimo nelle cronache dell’Italia di oggi. Uno che se può imbrogliare per il suo tornaconto lo fa senza pensarci ma che, alla fine, cerca sempre di fare la cosa giusta. La cosa divertente è proprio l’evoluzione del personaggio, che alla fine dovrà venire a patto con la sua coscienza e con il senso di giustizia: sarà costretto a crescere, rinunciando al suo tornaconto personale per il bene altrui; Se è vero che tutte le mie storie sono assolutamente indipendenti, leggibili separatamente, tra tutte c’è però una costante, sui personaggi ho sempre fatto un grande lavoro. In ognuno dei miei libri ritroviamo protagonisti che erano presenti in qualche altro libro, magari con il ruolo di semplice comparsa. Ho così modo di descriverli meglio, di renderli vivi al di fuori del libro in cui si sono visti per la prima volta».

Oltre ai personaggi, i tre libri della trilogia, pur trattando in ogni libro argomenti differenti, hanno però un unico filone di fondo, ovvero la teoria dell’evoluzione e la sua domanda principale: chi ci ha creato? «Sulla nascita dell’uomo ci sono molte teorie e nessuna certezza – dice G.L.Barone – Le uniche informazioni verificabili risalgono all’età dei sumeri, 4000 anni prima di Cristo. Non sappiamo nulla di ciò che segna la nostra storia biologica, che risale alla nascita dell’Homo Sapiens, 200.000 anni fa. La domanda “chi ci ha creato” ha riempito libri di religione e libri di scienza: ci sono i creazionisti che credono che l’uomo sia stato plasmato da Dio a sua immagine e poi ci sono gli evoluzionisti, i Darwiniani. Io mi sono semplicemente chiesto se potrebbe esistere una terza via…»

Molta carne al fuoco, quindi, per un libro che promette di bissare il grande successo dei precedenti.

Giuseppe Leto G L Barone

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Pubblicato il 05 luglio 2018
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