La guerra commerciale tra Usa e Cina non deve preoccupare gli investitori

Ubi Banca ha organizzato un incontro con i clienti per presentare il nuovo staff del private banking, illustrare gli scenari finanziari globali e la sua visione

Ubi Banca- Bpb generiche

Nonostante la variabile Trump, piuttosto imprevedibile, e la guerra commerciale tra Cina e America, la crescita macroeconomica continua. Gli investitori e i grandi patrimoni famigliari italiani per i prossimi mesi potranno dunque dormire sonni tranquilli. Queste indicazioni arrivano da Ubi Banca che a Varese ha organizzato un incontro con i clienti per presentare il nuovo staff del private banking , illustrare gli scenari finanziari globali e la sua visione. Un mix di educazione finanziaria, di cui in Italia c’è tanto bisogno, e di pubblicità dei propri servizi, molto gradito anche dal sindaco Davide Galimberti, presente tra il pubblicoche ha sollecitato il direttore territoriale dell’area Varese, Mauro Cassani, a organizzare altri momenti di questo tipo.

A fare gli onori di casa, oltre  a Cassani, c’erano Sebastiano Vigilante, executive manager top private Ubi Banca area Varese, Raffaello Pidò, responsabile centro private Varese e Giuliana Fabbricotti, responsabile istituzionale consulenza evoluta Ubi. A quest’ultima, che si occupa di grandi patrimoni, è stata affidata la relazione principale. «Fare consulenza – ha detto Fabbricotti – non significa consigliare il prodotto del momento, ma conoscere e capire chi abbiamo di fronte, qual è il suo profilo di rischio e la sua tolleranza alle perdite, quali sono i bisogni familiari. Tutto questo prevede una struttura e una condivisione degli scenari economici globali con gli analisti . Il nostro lavoro è preoccuparci per voi».

Le preoccupazioni e  «i mal di pancia» non mancano in questo momento, ma i manager di Ubi sono convinti che la guerra di cui si parlava all’inizio sia destinata a rientrare. Il 6 luglio sono entrati in vigore i primi dazi, un gioco che complessivamente vale 550 bilioni di dollari e con essi il primato per la leadership tecnologica. Una partita che per il momento è vicina al pareggio perché tra i primi venti titoli – quelli in grado di cambiare le nostre vite – ben nove sono cinesi,  i restanti undici sono americani. Tra questi gli unicorni Apple, Amazon, Facebook, Alphabet (la holding a cui fa capo Google), Netflix, Uber e Airbnb. «Nonostante i media usino titoli sensazionalistici – continua Fabbriccotti – la nostra visione è che le stime negative per questo trimestre siano esagerate. L’unica cosa che dobbiamo scongiurare è una nuova recessione dell’Italia».

Il cambiamento riguarda anche le abitudini del risparmiatore italiano. Se fino a ieri era propenso a investire i suoi soldi nei titoli di stato, oggi con i rendimenti negativi questa scelta non è più così scontata. «In questa fase la parte più positiva non è il mercato obbligazionario ma è  quello azionario – spiega la consulente di Ubi – e  non ci sono segnali che il ciclo si stia invertendo. Un po’ più di valore si trova nelle obbligazioni dei paesi emergenti».

Le prossime bolle speculative potrebbero originare proprio dai rendimenti negativi delle obbligazioni di Stato. Diversificare il portafoglio, che non significa avere un pò di tutto, è dunque fondamentale per attenuare i rischi. «Io non so cosa c’è nella testa di Trump – sottolinea Fabbricotti – ma devo sapere però qual è lo scenario di base e avere un’ottica temporale che non sia di breve periodo. In genere la sorpresa negativa arriva sempre da dove non guardi».

di michele.mancino@varesenews.it
Pubblicato il 13 luglio 2018
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