La sorpresa arriva al mattino: l’illustratrice che ritrae i negozianti come gatti al lavoro

Nati "un po' per gioco", i ritratti dei commercianti sono diventati un piccolo segno di amore verso la città, i riti di ogni giorno, il senso di comunità. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con lei

L'illustratrice misteriosa che ritrae i negozianti di Gallarate

La sorpresa arriva al mattino presto, infilata sotto la serranda o lasciata sulla porta: da poco meno di un mese i commercianti del centro storico di Gallarate si sono visti recapitare un piccolo omaggio a pennarello o a pastello. Una cartolina dedicata a ognuno di loro, che li ritrae di solito in forma di gatto, anche se non manca qualche eccezione.

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L'illustratrice misteriosa che ritrae i negozianti di Gallarate 4 di 19

Ma chi si nasconde dietro queste piccole opere? Qui sta il bello: perché l‘autore vuole rimanere rigorosamente anonimo. Anzi anonima: dopo aver fatto quattro chiacchiere con lei al telefono, possiamo solo dire che è una «illustratrice grafica», come lei stessa si definisce. Insomma: non sembra proprio una trovata pubblicitaria o di marketing, piuttosto un atto di gentilezza spuntato dal nulla. E naturalmente non saremo noi a svelare indizi che portino a identificare l’autrice, perché l’anonimato è un pezzo di questa bella storia.

Come è nata l’idea?
«È nata un po’ per gioco. Avevo bisogno di uno stimolo in un momento di stasi, come a volte ne capitano. Ma non si può essere illustratore senza un committente, quindi ho scelto i negozianti come committenti inconsapevoli».
La maggior parte sono ritratti in forma di gatto, perché?
«Ogni disegno racconta una storia: ho scelto il gatto perché i gatti piacciono a tutti e anche perché così si evita l’equivoco delle caricature. Raccontano una delle storie di Gallarate: ognuno di loro, attraverso le attività, le vetrine, il loro carattere. Vuol essere un po’ un contributo e un riconoscimento ai commercianti che sono nei miei itinerari o a quelli più storici della città».
Ma perché ha deciso di rimanere anonima?
«L’arte è sempre connessa alla gratuità. E io con questo volevo regalare qualcosa di me alla città. Pur senza essere riconosciuta, lasciare un piccolo segno. Ho preso ispirazione dalla frase di Dostoevskij, che credo sia in forma di domanda: “La bellezza salverà il mondo?” La mia risposta è: assolutamente sì. Ho voluto regalare un po’ di bellezza, senza motivo».

Le singole attività – panettieri, parrucchieri, negozi di dischi, locali – le trovate nella galleria fotografica: sono i ritratti già “consegnati” fin qui (e non è detto che alla fine del progetto non ne pubblicheremo altri). La stragrande maggioranza in forma di gatto, anche se non manca qualche eccezione, come il beer shop ritratto in forma di tentacolare polipo arraffa-birra. L’ultimo è stato consegnato questa mattina, mercoledì, a un bar nella zona delle scuole del centro città, altri ne arriveranno: alla fine in totale dovrebbero essere – più o meno – una quarantina. E domani, a chi toccherà trovare il biglietto con ritratto felino?

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 11 luglio 2018
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