“L’asilo nido non sarà privatizzato”

Il sindaco Stefano Bellaria è fermo di fronte alle accuse che gli stanno piovendo addosso da sinistra sulla scelta di mettere a bando alcune sezioni dell’asilo nido comunale Gemma Missiglia

asilo nido somma lombardo

«L’asilo di Somma Lombardo non sarà privatizzato, rimarrà sotto la guida delle sue educatrici che sono delle vere professioniste e che hanno sempre fatto un ottimo lavoro». Il sindaco di Somma Lombardo Stefano Bellaria è fermo di fronte alle accuse che gli stanno piovendo addosso da sinistra.

È successo negli ultimi giorni prima con un durissimo comunicato della RSU del Comune di Somma Lombardo e poi con la presa di posizione del comitato provinciale del partito Liberi e Uguali.

Parliamo dell’asilo nido comunale Gemma Missiglia di Somma nel quale dal prossimo anno si procederà con l’affidamento a terzi, attraverso bando pubblico, di alcune sezioni. La scelta dell’amministrazione deriva dal fatto che nel giro di un anno è previsto il pensionamento di tre delle dipendenti storiche della struttura.

«Per garantire la continuità del lavoro e ampliare i servizi abbiamo cominciato già lo scorso anno ad affidare una parte del servizio a una cooperativa che ha agito sotto la direzione pubblica della struttura – spiega Bellaria -. Avendo ottenuto degli ottimi risultati, e con questa situazione dei pensionamenti e la difficoltà dell’ente a sostituire il personale, abbiamo deciso di procedere con l’appalto delle sezioni “piccoli” e “medi” per l’anno scolastico 2018/2019 e 2019/2020. Tutti agiranno all’interno della struttura che rimane pubblica e sotto la direzione pubblica dei suoi dipendenti».

La scelta ha fatto saltare sulla sedia la RSU Cgil che nella sua nota diffusa alla stampa parla di una scelta dettata dal fatto che le educatrici private:

“sono disponibili a turni disagevoli, non si ammalano o meglio se si ammalano vanno a lavorare lo stesso essendo pagate ad ore, con buona pace della salute dei bambini e della tranquillità delle loro famiglie. Sono ovviamente anche più ricattabili e, nell’esercitare il proprio dovere, non possono chiedere il rispetto dei diritti, pena perdere il lavoro. Nessuna attenzione quindi ai lavoratori e alla qualità del lavoro”.

Rincara la dose il comitato provinciale del partito Liberi e Uguali che sulla vicenda dice:

“Tutte le privatizzazioni portano in genere ad una diminuzione del costo iniziale e poi ad un aumento superiore negli anni successivi. Con il lavoro esternalizzato a cooperative, il comune dovrà pagare, infatti, non solo il lavoro delle educatrici, ma anche contribuire al profitto e ai costi di gestione della società”.

Accuse che il sindaco respinge: «Sono posizioni politiche e ideologiche fuori dalla realtà – spiega Bellaria -. Ribadisco che l’asilo non sarà privatizzato e che rimarrà sotto la direzione delle nostre educatrici che hanno dimostrato di essere competenti e bravissime. Purtroppo io devo guardare alla visione complessiva dell’ente che oggi non può permettersi di coprire tutto il turn over delle persone che vanno in pensione. Con la messa a bando di alcune sezioni garantiamo l’ottimo servizio e inoltre riusciremo anche a fornire servizi ulteriori come ad esempio un orario più prolungato per i genitori che oggi fanno fatica a venire a prendere i loro bambini. Il bando sarà biennale ed è messo a gara per una cifra di 312mila per coprire 15.604 ore stimate di servizio. E francamente basta con la criminalizzazione delle cooperative che nel campo dell’educazione fanno un lavoro egregio e professionale che, comunque, ripeto, provvederanno alla realizzazione delle attività educative secondo il progetto educativo comunale. Nel bando, inoltre, come previsto dalla legge tutte le cooperative dovranno garantire condizioni e diritti previsti dai contratti nazionali quindi non c’è nessun rischio per la qualità del lavoro».

di tomaso.bassani@varesenews.it
Pubblicato il 06 luglio 2018
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