Da Leon tanti nuovi pellegrini

Tappa di 30 km che lascia alle spalle Leon e con lei le grandi città

cammino di santiago leon

I nuvoloni neri non promettono niente di buono. A quattro chilometri da Villar de Mazarife arriva la prima pioggia e così allungo il ritmo riuscendo a evitarne troppa. La stessa cosa non riesce del tutto tra quel villaggio e Villavante.

Non posso lamentarmi perché alla fine sono nemmeno dieci minuti di acqua, i primi dall’inizio a parte poche gocce dopo Roncisvalle.

Oggi una tappa veramente noiosa che ho allungato di quasi dieci chilometri arrivando a farne oltre 30 da Leon. 

L’uscita dalla città è lunga. Di fatto fino alla Virgin del camino si resta nel complesso urbano. Poco dopo il santuario, una struttura moderna costruita su una del Cinquecento, c’è la deviazione per una delle tante varianti. Quella a sud del percorso tradizionale resta più lontana dalla statale, ma a parte brevi tratti molto belli, quasi tutta la tappa si sviluppa su asfalto.

Oggi la pattuglia si è ridotta ed rimasta tutta azzurra. Maurizio e suo figlio Gabriele sono rimasti a Leon insieme a Rodrigo. A Gigi, Costantino, Fabrizio e Giampaolo si è aggiunto Paolo che arriva da Foggia. Sulla strada incontriamo nuovi pellegrini che partono per la loro prima tappa da Leon.

A proposito della città, nella serata di ieri in momenti diversi siamo riusciti a visitare bene la cattedrale e poi il pantheon e le altre strutture a fianco di San Isidoro.

Una vera meraviglia e soprattutto di grande interesse per conoscere meglio la storia della città.

Nella biblioteca sono conservati oltre duemila volumi di cui qualche centinaio ancora scritti a mano dalle suore che vivevano la vita monastica nella stessa struttura. Oltre a questi merita da solo la visita il racconto del Pantheon dove sono sepolti 23 reali e la vista del calice che secondo alcuni potrebbe addirittura essere il Santo Graal. Una spiegazione che non convince tanto nemmeno chi la fa, ma intanto ci provano. Il calice è prezioso sia come manufatto che per la storia che racconta.

Quanto al pantheon questo ha subito diverse peripezie perché quando l’esercito francese prese la città, spostò tutte le ossa delle tombe per farne abbeveratoi per i cavalli. Solo un successivo intervento ha permesso di seppellire nuovamente con la cura necessaria i reali restituendo così dignità allo spazio.

Le visite guidate funzionano molto bene anche se i pellegrini sono poco presenti. Leon merita un giorno per i tanti monumenti da vedere e anche per vivere l’atmosfera della città. 

Sono partito da due settimane esatte e il tempo vola. Malgrado il diario che cerco di scrivere ogni giorno, alcuni passaggi del cammino rischiano di svanire perché giorno dopo giorno i chilometri sono tanti. 

Ho fatto un elenco delle chiese, dei musei, di vari siti in cui sono entrato a pagamento o comunque dove ho partecipato a una visita guidata. A volte è faticoso perché dopo tanti km percorsi a piedi non si ha tutta l’energia necessaria per visitare posti storici e culturali. Penso però che meriti aggiungere questi luoghi al semplice cammino. È una grande opportunità di conoscenza oltre ciò che i propri occhi possono vedere. 

di marco@varesenews.it
Pubblicato il 01 luglio 2018
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