Luino: sei studenti e una prof per aiutare l’Uganda

Con una docente del Liceo Scienze Umane "V.Sereni" i ragazzi pronti per l'iniziativa umanitaria da realizzare a Namalu

Avarie

Gli incontri non sono tutti uguali, alcuni riescono a farti capire cose che neppure immaginavi. Il desiderio di essere utili agli altri, difatti, ha svegliato i buoni sentimenti di sei giovani studenti del liceo delle Scienze Umane, dell’Istituto “Vittorio Sereni” di Luino: Chiara Cipolletta, Damiano Todaro, Christian Ferrari, Martina Ferrari, Ilaria Notari, Giulia Di Marco, che assieme alla docente, Mariella Martorana hanno scelto di recarsi a Namalu, in Uganda, dal 27 ottobre al 12 novembre 2018.

A stimolare lo spirito dell’avventura e del volontariato attivo dei 6 studenti, un incontro a scuola con due giovani, Giacomo e Francesca, al ritorno da un viaggio umanitario in Uganda: hanno parlato con emozione della loro esperienza in quelle terre così lontane, del ricordo indelebile, trasmesso ora ai giovani studenti varesini.

Non un racconto di fantasia, bensì lo spaccato di vita di gente votata al volontariato, a sostegno di un centro di accoglienza per l’infanzia, quindi un viaggio assieme ad un popolo di diversa etnia, di diverse usanze, una differente cultura, ma ugualmente affascinante. L’input è arrivato da questi due giovani, svegliando nei sei studenti quel senso di curiosità e la voglia di essere loro, protagonisti di una iniziativa umanitaria, che qualche anno fa, non avrebbero neppure sognato.

«Ascoltandoli – hanno raccontato i sei studenti – abbiamo capito che, gran parte della nostra preparazione culturale, fino a quel momento era basata solo sulla conoscenza effimera del mondo digitale, esperienze realizzate da altri, imposte dai mass-media. E’ vero, i mezzi d’informazione, consentono di sapere in ogni istante cosa accade intorno a noi. In realtà la nostra riflessione è d’obbligo e sorge spontanea la domanda: “È davvero possibile conoscere tutto ciò che accade nel mondo attraverso questa modalità?”, oppure le informazioni così recuperate, seppur importanti, costituiscono solo una parziale conoscenza di quella che è la globalità delle notizie, degli avvenimenti, dei fenomeni importanti che cambiano la nostra vita?».

«Solo l’esperienza diretta può offrire una conoscenza duratura soprattutto oggi che la questione dell’immigrazione dai paesi africani entra ogni sera nelle case degli italiani attraverso la televisione, nei tg, o sui social Un approccio spesso superficiale. Le nostre posizioni spesso derivano da considerazioni che non è detto corrispondano alla realtà. Da qui è nata l’esigenza di poterci recare personalmente in Africa, per vedere con i nostri occhi e toccare con le nostre mani la realtà. Il nostro scopo è quello di sfruttare appieno le capacità espresse in questi anni di studio, ed in sinergia con la nostra docente, vogliamo proporre nuovi metodi di apprendimento, per favorire un reale scambio culturale. Siamo davvero entusiasti di ciò che abbiamo realizzato in questi tre mesi, sostenuti dalla dirigenza e aiutati dal Gruppo Impegno Missionario». Idee chiare, dunque, quelle dei sei studenti luinesi, tanti progetti da realizzare, tante difficoltà da affrontare, tanta voglia di fare questa esperienza di vita sicuramente proibitiva e stimolante per tutti i giovani.
(a cura di Carmelo Di Marco)

INFO SUL PROGETTO: buonacausa.org – dalla commozione all’azione

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Pubblicato il 01 luglio 2018
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