Metal e salamella, i ragazzi cresciuti con il Rock Inn Somma

Partita nel 2006, la grande festa coinvolge decine e decine di persone ed è una degli appuntamenti più "storici" della provincia. E anche quest'anno sono già al lavoro: partono da un semplice prato e fanno un evento da centinaia di persone e venti ore di musica

Somma Lombardo generiche

Chitarre distorte e salamella, chi viene per sentirsi cinque ore di fila di musica metal e chi solo per mangiarsi un fritto misto. Benvenuti a Rock Inn Somma, una delle più longeve feste estive in provincia. Nata dall’entusiasmo di un gruppo di poco già che ventenni e cresciuta nell’arco di tredici anni.

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Rock Inn Somma 13 anni insieme 4 di 11

Nata – anche – da un paradosso e da una tragedia, quella che portò ad accostare Somma alla brutta storia delle “bestie di Satana”. «Il festival era partito proprio dopo i fatti delle Bestie di Satana, una vicenda in cui il metal era stato accostato agli omicidi, anche se non c’entrava niente: con la festa volevamo far capire che i metallari non sono così brutti e cattivi» spiega Gabriele Peloso, con barba lunga d’ordinanza nel mondo metal. A tredici anni di distanza dagli inizi («avevamo 23-25 anni»), oggi Peloso è il presidente dell’associazione nata da Rock Inn Somma, che ha dato una struttura già precisa al gruppo (oggi i soci sono ventitrè) e ha allargato le attività. «Prima eravamo un gruppo di amici che si appoggiava ad altre associazioni, poi abbiamo deciso di avere una nostra identità». Hanno promosso la Fiera del fumetto, la festa del St.Patrick’s Inn Somma, hanno collaborato con tanti altri eventi promossi da realtà locali.

Di fondo, però, c’è sempre il grande appuntamento estivo, quello del festival. Cinquanta persone direttamente coinvolte, quasi altrettante ” a margine”, che si accostano per un pezzo del lavoro di progettazione e preparazione della festa. «Siamo partiti nel 2006 nel piazzale del Campo Sportivo, all’inizio solo sul piazzale, ma poi ampliandoci dal 2011 fino al 2014». Da allora sono usciti dal centro e sono finiti in area industriale. Una sfida in più: «Lì si parte da zero: c’è un prato di proprietà comunale e si mette insieme tutto» spiega Manolo Casagrande, altra anima dell’associazione.

Il successo e la longevità del festival si basano su uno strano binomio: da un lato il pubblico “settoriale” dei rocker metallari (una “famiglia” con i suoi codici e la sua estetica), dall’altro la funzione aggregativa che amplia il numero di partecipanti. «Lavoriamo su due fronti: musicale con cinque band a sera, tutti gruppi con musica propria, che suonano dalle 19 a mezzanotte. L’altro aspetto è la parte di cucina che porta anche tanti sommesi: oggi abbiamo un menù che poche feste hanno, con primi, secondi, fritti, spiedo, dieci birre diverse. E questo coinvolge tante persone che con il metal non c’entrano nulla, associazioni e singoli cittadini, sia per la cucina che le altre parti» (nella foto: un momento di festa del gruppo organizzatore).

Prossimo appuntamento: settimana prossima, l’edizione numero tredici, dal 12 al 15 luglio 2018.

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 06 luglio 2018
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