Parte dall’autodromo di Monza la “fase due” di #usalabiciclettainsicurezza

Dopo il decalogo rivolto ai ciclisti, quest'anno la campagna pro-bici ideata da Ivan Basso punta a sensibilizzare gli automobilisti

gallarate generico

Dopo il decalogo per i ciclisti, ecco che nel 2018 arriva il decalogo anche per gli automobilisti: è la “fase due”, della campagna #usalabiciclettainsicurezza del Comune di Gallarate, che si allarga grazie al coinvolgimento di Regione Lombardia e di ACI.

Il decalogo di Ivan Basso si rivolge questa volta agli automobilisti, mantenendo immutato il suo scopo, ovvero agevolare l’utilizzo della bicicletta rendendo le strade più sicure per chi le percorre pedalando sulle due ruote. La presentazione della seconda tappa del progetto (che prevede anche lezioni ed azioni educative per tutte le categorie, dai bambini agli sportivi) è stata presentata all’Autodromo di Monza, luogo simbolo dell’automobilismo italiano, scelto per sancire la collaborazione tra il mondo delle due e della quattro ruote.

Presenti oltre a Basso e all’assessore alla Sicurezza del Comune di Gallarate Francesca Caruso, anche l’assessore regionale alla sicurezza Riccardo De Corato, il presidente di Aci Varese Giuseppe Redaelli, il due volte campione del mondo Gianni Bugno e l’ex ferrarista Ivan Capelli. In prima fila anche il futuro presidente di Aci Milano Geronimo La Russa. Moderatore Pier Augusto Stagi, direttore di “Tuttobiciweb”.

I dieci consigli firmati dal due volte vincitore del Giro d’Italia, ideatore della campagna insieme all’amministrazione comunale di Gallarate guidata dal sindaco Andrea Cassani, nel 2017 sono stati il punto di partenza del protocollo firmato da Basso e dall’assessore Francesca Caruso. Molteplici le iniziative: il coinvolgimento delle scuole con corsi teorici, pratici e il rilascio di una speciale patente; un BiciDay con la chiusura per una intera mattinata del centro di Gallarate e la creazione di un percorso esclusivamente riservato alle biciclette (tra i quasi mille partecipanti presenti anche Gennaro Gattuso e Andrea Meneghin); convegni sulla sicurezza stradale che hanno visto la partecipazione di Gianni Bugno e Marco Scarponi (fratello di Michele); una tavola rotonda con l’intervento del prefetto Roberto Sgalla (direttore della Direzione centrale delle specialità della Polizia di Stato); la promozione insieme all’avvocato Patrick Rabaini dell’introduzione nel Codice della Strada del cartello “Salvaciclisti”, quello che prevede la distanza laterale minima di un metro e mezzo tra auto e bici, che Gallarate (primo Comune in Italia) ha introdotto in via sperimentale.
#usalabiciclettainsicurezza ha vinto il premio nazionale dell’Anci (Associazione nazionale comuni italiani) come miglior progetto nazionale sulla sicurezza stradale. Il progetto è stato anche premiato dall’Associazione Vittime della Strada in occasione dell’Eicma.

«Siamo partiti – spiegano Ivan Basso e l’assessore Francesca Caruso – rivolgendo ai ciclisti i nostri dieci comandamenti, trasformati in cartelli lungo le vie di Gallarate. Si tratta di una serie di consigli sui comportamenti corretti da tenere quando si pedale per strada. Suggerimenti magari banali ma che, se rispettati, possono salvarti la vita».

Il passaggio successivo, inserito nel secondo anno del progetto, è ora quello di rivolgersi agli automobilisti. Da qui il coinvolgimento di ACI dell’ex ferrarista Ivan Capelli e quello dell’assessorato regionale alla Sicurezza, che hanno concesso con entusiasmo il loro patrocinio. «I dieci nuovi cartelli – proseguono Basso e Caruso – hanno una grafica simile ai precedenti (cambiano i colori, passati al giallo-azzurro al rosa-giallo) ma si rivolgono ai conducenti dei veicoli a quattro ruote. Sono degli avvertimenti, tutti finalizzati al rispetto dell’utente debole della strada. Da settembre i “messaggi” lungo le vie di Gallarate saranno perciò venti, ripetuti in tutte arterie viabilistiche di maggiore traffico. Vogliamo trasmettere un concetto semplice: la strada è di tutti e non ha padroni, chiunque deve essere rispettato».

L’assessore regionale alla Sicurezza, Riccardo De Corato, ha colto l’occasione per ricordare l’obiettivo da raggiungere entro il 2020 inserito nel Piano nazionale della sicurezza stradale: «Il numero di ciclisti vittime di incidenti mortali dovrà diminuire del 60 per cento. In Lombardia significherà scendere a 17 vittime contro le 46 del 2016. L’impegno delle Regione ci sarà e progetti come quello di Gallarate contribuiranno a raggiungerlo». De Corato ha però anche parlato di «rischio di deresponsabilizzare il ciclista» e di «atteggiamenti di spavalderia» da parte degli utenti della due ruote e ha lanciato un invito al rispetto reciproco. Messaggi rilanciato anche da Giuseppe Redaelli (presente anche in qualità di presidente dell’Autodromo di Monza), che ha aderito con convinzione al progetto: «L’iniziativa del Comune di Gallarate contribuisce ad aumentare la prudenza dei conducenti con la promozione delle buone pratiche, per questo motivo la sosteniamo e la divulgheremo».

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«Sono un automobilista, un motociclista e un ciclista: conosco perciò le inside delle strada da tutti i punti di vista»: queste le parole di Ivan Capelli, alla sua ultima uscita nelle vesti di presidente di ACI Milano. Infine Gianni Bugno. Il fuoriclasse monzese è ormai un sostenitore fisso del progetto #usalabiciclettainsicurezza: «Spero che questo progetto faccia proseliti e che anche altri Comuni in Italia seguano l’esempio di Gallarate. Come in molti sanno non vado più in bicicletta e ci tornerò solo quando le strade saranno davvero sicure: sono qui per questo motivo, perché credo nell’importanza di parlare e di confrontarsi su questo tema». Il campione degli anni Novanta – che sente molto il tema – non ha nascosto le sue paure per l’uso della bici in città («tornerò a usare la bici quando mi sentirò sicuro»), ha criticato la progettazione delle piste ciclabili in Italia e la “ghettizzazione” dei pedalatori  («perché rinchiuderli in una zona morta?») e posto l’accento sulla necessità di educare i vari utenti della strada. Non senza qualche attrito e un accenno di dibattito con Geronimo La Russa sulla marcia in “gruppo” dei ciclisti, che Bugno – come altri – considera anche una forma di autodifesa dei ciclisti, che al pari dei pedoni sono indubbiamente nella “colonna” delle vittime, sulle strade.

In ogni caso: la campagna gallaratese propone un percorso, che ha anche la forza di essere già al secondo anno e di essere declinato in tante azioni diverse. «Noi abbiamo aperto una strada e continuiamo a percorrerla» concludono Basso e l’assessore Caruso. «Altri Comuni in tutta Italia ci stanno contattando per seguire il nostro esempio e questo ci fa enorme piacere, perché il solo e unico scopo che abbiamo è quello di rendere più sicure le nostre strade e, mai come in questo caso, l’unione fa la forza».

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 03 luglio 2018
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