In pensione il ginecologo Puricelli: “Continuerò a seguire l’ospedale da politico”

Dopo 40 anni di attività " e migliaia di parti", è andato in pensione il primario della ginecologia B dell'ospedale Del Ponte. Nel suo futuro rimane l'impegno politico

roberto puricelli

Dopo 40 anni di lavoro è andato in pensione il ginecologo Roberto Puricelli: « Dopo migliaia di parti, lascio tanti amici, un bel gruppo di persone. Ma è tempo che mi faccia da parte».

Il primario della “ginecologia B” all’ospedale Del Ponte ha smesso di lavorare lo scorso 25 giugno. Arrivato nel 2005 da Gallarate, dove dirigeva la ginecologia e ostetricia del Sant’Antonio, Puricelli negli ultimi anni aveva assunto la guida degli ambulatori ins eguito alla suddivisione delle competenze con il collega universitario Fabio Ghezzi. Con il suo pensionamento, la “ginecologia B” scompare, accorpata alla clinica universitaria.

« Lavorare nel pubblico, fino a poco tempo fa, era molto stimolante e gratificante. Si poteva contare su personale preparato e adeguato ai carichi di lavoro. C’erano grandi possibilità. Poi, con la serie di tagli imposti prima da Roma e poi, a cascata, dalla Regione, si è arrivati ad avere risorse economiche sempre più risicate, poco personale e spazi limitati. I direttori generali hanno le mani legate, poi ci sono quelli che fanno scelte più o meno sagge ma, in generale, la situazione non è rosea».

Il suo addio arriva nel momento in cui il Del Ponte è alla ricerca della sua definitiva consacrazione: « Oggi il livello dell’ospedale è decisamente buono. Il comparto ginecologia, ostetricia e neonatologia sono di indubbio valore. C’è una cardiologia pediatrica che, dopo un periodo di sofferenza, si è ben ripresa, una specialista di indiscussa capacità come la dottoressa Reali per l’urologia e così tutti gli altri reparti. Questo ospedale è un gioiellino e speriamo che non si deteriori nel tempo. Occorrerà che si mantenga la sicurezza e l’efficienza raggiunte: solo se gli operatori svolgono il proprio lavoro serenamente si ottengono risultati di qualità».

Con il duplice ruolo di medico dell’ospedale e di politico ( è esponente di Forza Italia ed è stato a lungo consigliere comunale ricoprendo anche l’incarico di Presidente del Consiglio) Puricelli ha questa duplice prospettiva: « La città è un po’ distratta riguardo a ciò che avviene nelle corsie. Quando ero presidente del Consiglio comunale ho più volte chiamato i manager dell’ospedale per fare il punto su ciò che accadeva. Il problema è che, a livello di ente pubblico, non si hanno competenze e meno ancora poteri rispetto all’ospedale, ma è anche vero che il ruolo politico è quello di fare pressioni su Milano per ottenere risultati e fondi. Questo ospedale, invece, ha perso, per disposizioni regionali, posti letto che oggi avrebbero fatto comodo per alleviare le sofferenze del pronto soccorso. Attualmente, la giunta Galimberti ha una commissione sanità ma, mi risulta, si è riunita solo una volta».

Roberto Puricelli lascia l’ospedale ma non toglie il camice né, tantomeno, smetterà di fare politica: « Ora avrò maggiore tempo libero per seguire i miei interessi ma anche la mia città e il suo ospedale».

Alla festa finale in corsia, Roberto Puricelli ha letto una poesia scritta per ringraziare quanti lo hanno accompagnato in questo viaggio professionale:

“Dr. Puri va in pensione

con un poco di “magone”

perché, certo lo sapete,

un po’ voi gli mancherete

Qui arrivò, giovin dottore,

di speranza pieno il cuore

e gran voglia di imparare

a le donne ben curare

e a far nascere i bambini

sani, belli e birichini.

Quando giunse in ospedale

tra quel tanto personale,

lui incontrò varie persone

pronte sempre a dar lezione

e da tutte ha un po’ imparato

ciò che lor gli hanno insegnato.

Non soltanto eran dottori

o eminenti professori,

di persone in quantità

incontrate lui ne ha

che lezion gli hanno impartita

di come affrontar la vita;

e tra ostetriche e infermiere,

impiegati ed il portiere

si era come una famiglia

dove un po’ si dà e si piglia.

Dottor Puri va in pensione,

porta dentro l’emozione

di lasciare un luogo amico,

e per lui di certo “antico”:

lascerà qui i nuovi amici

che in questi an, per lui felici,

gli fu dato di incontrare

e imparare ad apprezzare.

Ora inizia un altro stato

quel dell’uomo pensionato:

andrà forse per cantieri

come non faceva ieri?

Siederà su una panchina

in lettura la mattina?

O con altra gente assiso,

pensieroso e cupo in viso,

parleranno, messi in tondo,

di come cambiare il mondo?

No, tranquilli, se ne andrà

a goder la libertà

di chi non alcun rimorso

ha raccolto nel percorso

di quegli anni qui trascorsi

in cui insiem ci siam soccorsi:

certo lui più non potrà

a stressarvi venir qua,

ma comunque siate certi

sempre spazi avrete aperti

in quell’angolo di cuore

dove sia per stima e amore

lui terrà sempre vicino

chi ha percorso il suo cammino”.

di
Pubblicato il 04 luglio 2018
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