Prestiti Inpdap: cosa sono e come accedervi

Quando si parla di prestiti Inpdap ormai si fa riferimento ai prestiti ex Inpdap. In molti fanno ancora questa ricerca online perché sono convinti che l’ente Inpdap esista ancora

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Quando si parla di prestiti Inpdap ormai si fa riferimento ai prestiti ex Inpdap. In molti fanno ancora questa ricerca online perché sono convinti che l’ente Inpdap esista ancora.

In effetti si tratta di una tipologia di prestito conosciuta sin dagli anni 50, periodo nel quale moltissimi italiani ne facevano richiesta, eravamo infatti sull’orlo della prima parte del nostro boom economico.

Ancora oggi il prestito Inpdap di prestiti sbp è molto richiesto in Italia ma solo da dipendenti pubblici e statali in quanto a loro è riservato. Tuttavia si parla di prestiti ex Inpdap perché ormai non sono più gestiti da questo ente che non esiste più.

Ormai dal 2012 tutto ciò che era di competenza dell’Inpdap è passato nelle mani dell’Inps. Questo però non ha fatto certo diminuire le richieste di prestiti, al contrario, ad oggi i prestiti richiesti all’Inps restano molto in voga per il fatto di essere a tasso agevolato.

Esistono 3 principali tipi di prestiti che possono essere offerti oggi ai dipendenti del settore pubblico e ai suoi pensionati. Qui parleremo proprio di alcuni esempi di prestiti per dipendenti pubblici per capire come accedervi, queste sono le principali tipologie:

    1. Piccolo Prestito Inps
    2. Prestiti Pluriennali
    3. Prestiti Garantiti (Garante è l’Inps)

Prestiti semplici e agevolati

Fin da quando vennero concepite, queste modalità di prestito hanno avuto un solo scopo principale. Aiutare i dipendenti degli uffici pubblici e che fanno parte della macchina dello Stato e finanziare i propri sogni e i propri progetti in modalità alternative rispetto a quelle da sempre offerte da banche e altri istituti finanziari.

Troppo spesso le forme di credito previste dalle banche sono difficili da comprendere, lente burocraticamente e difficili per accedere all’erogazione del credito. Sono richieste sempre molte credenziali e cataste di documenti.

I dipendenti pubblici, invece, ancora oggi se si rivolgono direttamente all’Inps possono avere il credito senza dove passare attraverso lunghe traversie burocratiche e quindi possono soddisfare subito il loro bisogno di liquidità per qualsiasi tipo di esigenza.

La cessione del quinto

La formula prevista per i prestiti semplici e agevolati offerti dall’Inps è quella della cessione del quinto. Recenti studi hanno dimostrato come la cessione del quinto sia ben presto diventata la formula preferita dai consumatori in quanto basta avere uno stipendio per ricevere in fretta questo tipo di finanziamento.

Se si dispone di busta paga o pensione la cessione del quinto diventa di facile accesso perché con pochi documenti il denaro viene erogato velocemente. Le motivazioni? Si tratta di un prestito quasi garantito in quanto l’ente finanziatore riceve direttamente l’ammontare della rata, prelevandolo dalla busta paga o dal cedolino della pensione direttamente.

L’ammontare della cifra prelevata però non può superare mai il 20% del totale dello stipendio o pensione netta percepita, questo è un obbligo di legge.

L’unico problema della cessione del quinto è che questa forma di finanziamento prevede l’assicurazione sul prestito obbligatoria e questo va a far lievitare leggermente i prezzi verso l’alto. Tuttavia non è un problema perché i costi non sono mai troppo esosi.

Modalità di erogazione

Le richieste si possono fare direttamente all’Inps. Basta presentare la documentazione richiesta e sarà proprio l’ente pensionistico italiano a offrire la somma tramite il fondo di Credito della Gestione Unitaria.

Attenzione però, perché possono accedere ai finanziamenti ex Inpdap soltanto coloro che sono contribuenti della Gestione Unitaria almeno da 4 anni.

Come alternativa per ricevere un prestito si può sempre sfruttare il fatto che l’Inps può fare da garante per il lavoratore o pensionato sempre che la richiesta di prestito venga fatta presso una banca convenzionata con l’Inps.

Questa tipologia di prestiti presentano una durata massima di 10 anni. Tutto però dipende come sempre dall’ammontare della rata e della cifra richiesta a finanziamento. Bisogna ricordarsi la regola del 20%. Quindi facciamo un esempio pratico.

Mettiamo che tu percepisca come stipendio mensile una somma di 1000 euro, ciò significa che puoi permetterti per legge una rata di massimo 200€, in modo tale che a fine mese entrino comunque in tasca 800 euro al netto della trattenuta per il prestito.

Questo significa che un finanziamento a 10 anni permette di riscuotere una cifra di 24 mila euro da spendere come si vuole a meno che il finanziamento non sia stato concesso come prestito finalizzato e quindi per rispondere a uno scopo ben preciso.

Il piccolo prestito

Se si necessita solo di una piccolissima somma, come ad esempio 1000 euro allora bisognerà richiedere il piccolo prestito all’Inps.

Questo tipo di prestito è concesso sempre con la cessione del quinto ma è a tasso agevolato e viene erogato con la massima velocità vista l’esiguità delle somme in genere richieste.

L’unico problema è che il finanziamento ha una durata massima di 4 anni quindi alla fine difficilmente vengono finanziate cifre superiori ai 10 mila euro.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 luglio 2018
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