Rimozione degli alberi, “provvedimento sbilenco e fuori bersaglio”

Il capogruppo Pd Pignataro critico sul taglio e l'intenzione di non sostituire le piante: "Dove c'è un problema, anziché risolverlo lo si elimina alla radice, letteralmente"

Via Padre Lega 2018
«Se c’è un problema, la giunta Cassani anziché risolverlo lo elimina alla radice». Il capogruppo Pd Giovanni Pignataro usa un pizzico d’ironia nel commentare la decisione di togliere e non sostituire gli alberi di via Padre Lega, «un provvedimento sbilenco e fuori bersaglio». E chiede anche quali siano stati i passaggi attraverso cui si è arrivati alla decisione di cambiare così nel profondo l’aspetto dell’asse centrale del quartiere Ronchi.
«Ci sono andato stamane: via Padre Lega è diventata a una pista d’atterraggio per aerei» commenta l’esponente Pd sfoderando un’iperbole ironica. «Sul rettilineo si resta abbagliati dalla luce e il sindaco che dice che l’assenza degli alberi non la nota nessuno: probabilmente viaggia sempre in occhiali da sole e berretto, perché davvero non capisco come si possa dire, in questa stagione».
La notizia che il viale non sarà ripiantumato – se non nella parte bassa, sul lato opposto al marciapiedi – ha colto un po’ tutti di sorpresa. Tanto che tra lunedì e martedì si pensava che qualche soluzione strutturale fosse nel cassetto. «Che l’assessore Rech parlasse di piante autoctone malate da rimuovere mi lasciava perplesso. Ma che il sindaco difenda questo provvedimento irragionevole mi stupisce davvero. Se gli alberi erano malati, andavano sostituiti. E mi chiedo se sia stata informata la Commissione paesaggio, visto che c’è un evidente impatto sul paesaggio di quell’area e visto che qualunque cittadino, quando fa modifiche importanti deve rivolgersi alla Commissione e attendere l’esito». Così come, su altro piano meno stringente e più politico, Pignataro si chiede «se sia stata informata la Consulta Centro-Ronchi», organo consultivo certo con meno competenze ma creato dalla stessa amministrazione.
Non convince, appunto, neppure lo scenario “a metà” disegnato dal sindaco Cassani. «Va bene, ripianteranno alberi nel primo tratto. Ma è il rettilineo la parte più assolata, oggi privo di qualunque rifugio dal sole, divenuto solo una spianata spropositata. Forse il sindaco gira in città solo in auto con l’aria condizionata, ma gli altri no: un albero – anche una brutta robinia “straniera” – un po’ di fresco lo porta. Oltre a mangiarsi un po’ di anidride carbonica».
Via Padre Lega 2018
Pignataro contesta anche la scelta a tutela dei marciapiedi, che appunto viene invocata come ragione per non ripiantare gli alberi. «Ho guardato anche i marciapiedi: non li ho visti particolarmente deformati, anche adesso che hanno rimosso le radici. Ma invito il sindaco a vedere le condizioni anche dei marciapiedi del “quadrilatero” di vie di Sciarè, che hanno buchi spropositati rispetto a quelli di Ronchi. Sinceramente di marciapiedi messi peggio, a Gallarate, ce ne sono eccome. In più la beffa: il sindaco ci dice che deve tutelare le corsie ciclabili: pensa un po’, proprio quelle che in ogni consiglio comunale vengono definite dalla maggioranza “inutile spreco di vernice” bianco e gialla…».  E anzi su questo piano Pignataro rilancia anche con un’altra proposta, se si volesse rimettere mano al viale: «L’unica cosa che si può togliere dal viale sono le macchine: c’è un terreno comunale, proprio vicino alle scuole, che si potrebbe trasformare in parcheggio, togliendo una parte delle auto in sosta e magari prolungando la corsia ciclabile esistente fino a via Sciesa e al ponte per Moriggia».

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Pubblicato il 10 luglio 2018
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