Tecnologie digitali e chimica green nell’industria tessile

Venerdì 13 luglio all'auditorium della Liuc – Università Cattaneo si parlerà di economia circolare

Liuc generico

Tecnologie digitali e filiere tessili sostenibili, un tema attuale ormai parte integrante delle strategie dell’industria tessile e della moda. Nell’ultimo decennio le aziende italiane del settore hanno investito in innovazione per accrescere la sicurezza chimica dei prodotti e dei processi, ridurre le emissioni, controllare la supply chain e sviluppare prodotti ispirati alla circular economy. E le nuove tecnologie digitali sono alleate dell’impresa in questa sfida?

Se ne discuterà venerdì 13 luglio nell’auditorium della Liuc Università Cattaneo, a partire dalle ore 10, nel corso di un convegno promosso da Blumine srl con la collaborazione della LIUC Business School. «Le tecnologie digitali sono un importante alleato nell’ottimizzazione dei processi industriali con effetti nella riduzione dell’impatto ambientale dei processi», dice Aurora Magni, presidente di Blumine srl e docente Liuc. «Gestione integrata dei dati e dei flussi informativi, stampa additiva e simulazioni nei processi ideativi e di prototipazione, realtà aumentata ed assistenza in remoto, riduzione dei consumi e degli scarti di produzione sono solo alcuni dei vantaggi indotti dalle tecnologie 4.0».

L’industria tessile è in grado di sfruttare al meglio queste potenzialità? Dispone delle competenze necessarie? †«A questi interrogativi se ne aggiunge un altro di particolare importanza per il comparto: le tecnologie digitali possono supportare le imprese nel monitorare le caratteristiche chimiche dei prodotti e dei processi e il loro grado di sostenibilità?» domanda Magni.

A rispondere a questa domanda ci ha provato il progetto F-Susy (Fashion Sustainability System), iniziativa di ricerca cofinanziata dalla Regione Lombardia che vede il Politecnico di Milano capofila e la presenza di società di consulenze ed imprese manifatturiere. Obiettivo del progetto F-Susy è supportare le imprese impegnate nella riduzione delle sostanze chimiche critiche e nella loro sostituzione con altre più sicure mettendo a disposizione conoscenze scientifiche e banche dati. Sarà inoltre presentato da Umberto Bramani (Nekte srl) il software di autodiagnosi (C3Tools) che consente di verificare in tempo reale la compliance di specifici prodotti o dei reflui di produzione con i protocolli di sicurezza chimica di brand e i principali sistemi di certificazione.

La parola passerà quindi alle imprese che, nel corso della tavola rotonda, riferiranno sulla prontezza del comparto tessile nel misurarsi con le nuove sfide della sostenibilità.

Per info 

PROGRAMMA

10.00  Saluti istituzionali

Federico Visconti, Rettore LIUC – Università Cattaneo

Antonella Prete, Dirigente Regione Lombardia

Carlo Noè, Direttore Scuola di Ingegneria industriale, LIUC –

Università Cattaneo

10.20  Nuovi scenari per l’industria tessile ed effetti sulle competenze

Aurora Magni, Presidente Blumine Srl e Docente LIUC – Università

Cattaneo

10.40  Ricerca e innovazione a sostegno del sistema di autodiagnosi

Della sicurezza chimica: il progetto F-Susy

Paolo Gronchi, Professore associato Dip. Chimica, Materiali ed

Ingegneria Chimica (CMIC) Politecnico di Milano

11.00  I risultati della sperimentazione: il C3Tools

Umberto Brumani, Amministratore Delegato Nekte Srl

11.20  Tavola rotonda: Il comparto tessile è pronto a misurarsi con le

Nuove sfide della sostenibilità?

Modera: Aurora Magni, Presidente Blumine Srl e Docente LIUC –

Università Cattaneo

Elisabetta Baronio, CSR & Sustainability Coordinator, Vf Corporation

Grazia Cerini, Direttore Generale Centrocot Spa

Mario Riva, Procuratore Besani Srl

Piero Sandroni, titolare C. Sandroni & C., Presidente Gruppo

Merceologico “Tessile e abbigliamento” Unione degli Industriali della

Provincia di Varese

Ugo Zaroli, Responsabile R&S, For.Tex Srl

12.45   Domande dal pubblico

Seguirà aperitivo

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 luglio 2018
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