Voglia di tintarella, ma attenzione alle sue regole

Conoscere il proprio fototipo, schermarsi con creme adeguate, sono alcuni dei consigli del dermatologo Renzo Stefanoni che ci guida tra le insidie dell’estate

prendere il sole

«Il sole fa bene, tutti dovrebbero prenderlo. Ma con criterio: senza le dovute precauzioni si va incontro a problemi anche seri».

Le parole sono di Renzo Stefanoni, dermatologo del Centro Polispecialistico Beccaria, che ci aiuta nell’approccio alla bella stagione, amica della nostra pelle a patto di non sottovalutarla. «Il segreto – aggiunge – è semplice: conoscere il proprio fototipo, cioè le caratteristiche della propria pelle e le possibili reazioni all’esposizione solare».

I fototipi sono sei, classificati in base essenzialmente al colore della pelle e in parte ad altre caratteristiche abbinate (occhi, capelli). «I nordici hanno il fototipo più basso e al sole si scottano, senza abbronzarsi mai. Gli individui di pelle nera hanno il fototipo più alto e non soffrono i raggi solari. Noi caucasici ci collochiamo a metà strada, nel fototipo 3 o 4: la melanina presente abbronza, ma va sostenuta da filtri adeguati, per esempio le creme solari».

La melanina è il caposaldo del meccanismo naturale della pelle: «È come un bonus iniziale di autodifesa che spendiamo man mano che ci esponiamo al sole. Alla lunga però questa capacità di resistenza si riduce: ecco perché capita di pensare “una volta stavo al sole tranquillamente, adesso invece…”».

Vanno sfatate alcune credenze errate: «Non è vero che sotto l’ombrellone o nelle giornate nuvolose si è al riparo. In acqua si ha un’incidenza maggiore delle radiazioni ultraviolette, e non è necessario rimettere la crema dopo il bagno perché un prodotto buono resiste». E «anche in città, nella vita quotidiana, prendiamo il sole. Perciò abbiamo zone del corpo più abituate, come il viso, le mani, il décolleté».

Che fare dunque?
«Il primo consiglio è evitare di esporsi subito al sole a picco: meglio sfruttare il mattino e la seconda parte del pomeriggio. Poi, con l’avanzare della colorazione, si può arrivare alle ore più calde». Quindi «mettere una buona crema, adatta al proprio fototipo, al mattino, prima di andare in spiaggia, per distribuirla meglio e darle il tempo di attivarsi. Ripetere la spalmatura durante la giornata è utile».

Ma quali sono i pericoli dell’esposizione solare per la pelle?
«Si va dalla scottatura, che è un’ustione e come tale va trattata, alla cheratosi, che è una degenerazione pretumorale e consiste in macchie arrossate, secche, squamanti, spesso dolenti. Si può arrivare ai tumori da sole, per le modalità estreme di esposizione. Poi ci sono alterazioni estetiche come rughe e macchie solari».

Le controindicazioni alla tintarella sono poche e ben mirate: «Deve stare molto attento chi ha avuto tumori e alcune rare malattie della pelle. E chi in passato ha avuto forti scottature sappia che quei punti possono rimanere deboli per molti anni».

E i bambini? «Sono più fragili e vanno tutelati: oltre alla crema, bene maglietta e cappellino. Ma non negategli il sole: è fondamentale per la vitamina D, che rinforza lo scheletro. Quindi fa bene a loro e anche agli anziani».

Per maggiori approfondimenti:
Centro Polispecialistico Beccaria

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 02 luglio 2018
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